La Testa che Sussurra
Publisher Description
LA TESTA CHE SUSSURRA - STORIA DELL'ORRORE IN ITALIANO - BREDEVOORT VAN DEN BERG
Nel cuore della foresta pluviale della Nuova Guinea, durante la seconda guerra mondiale, un soldato si imbatte in una radura che non dovrebbe esistere. Da pali conficcati nel terreno pendono cesti, e dentro ogni cesto c'è una testa. Una di quelle teste apre gli occhi e lo guarda. Comincia così un racconto della narrativa italiana contemporanea che attraversa l'horror psicologico e la letteratura del perturbante. La guerra resta sullo sfondo, mentre il protagonista si addentra in un territorio dove il tempo non scorre più e la realtà si piega alle leggi del sogno e della memoria.
La narrazione segue un cammino che porta il lettore oltre un fiume che scorre al contrario, tra ossa che emergono dall'acqua e alberi che portano volti umani, fino a una grotta dove presenze antichissime aspettano da migliaia di anni. È una storia lenta e claustrofobica, in cui il trauma della guerra diventa una ferita che sussurra e la sopravvivenza psicologica prende il posto dello scontro. Chi cerca storie di mistero senza risposte facili, racconti gotici contemporanei e narrazioni brevi in cui l'orrore nasce dal non detto, troverà qui una lettura intensa e sospesa, vicina al sogno lucido e all'incubo.
Il testo è narrativa gotica e visionaria, accanto alle opere che esplorano il confine tra incubo e realtà. Non è una storia di mostri, ma un viaggio dentro la coscienza. Un libro sulla memoria, sulla guerra che non smette di parlare e su ciò che resta quando il corpo torna a casa.
«La testa nel cesto aprì gli occhi quando Hayes passò. Non tutti e due insieme. Prima il sinistro, la palpebra che si sollevò con uno scatto secco, poi il destro, più lento, come se l'occhio dovesse prima ricordare come guardare un mondo che non vedeva da mille anni.
Hayes si fermò. La mano trovò il fucile umido.
Il cesto pendeva da un palo conficcato nel terreno inclinato, non caduto, solo stanco, come un vecchio che ancora si regge in piedi ma non sa più perché. La fibra con cui era intrecciato aveva il colore del sangue vecchio, quel marrone rossastro che resta quando tutta la freschezza è sparita, quando anche l'ultimo ricordo del calore si è dissolto. I disegni dell'intreccio somigliavano alle vene all'interno di un polso, la fine rete di qualcosa che un tempo era vissuto e ancora non ha dimenticato come battere.»