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L'Information & Communication Technology in azienda, in famiglia, nella Pubblica Amministrazione. I numeri, le idee e le sfide della digital transformation


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"Parlare, come fa questo Rapporto, di ICT significa – oggi più di ieri – parlare di tecnologie di uso generale; ossia, di tecnologie che sono importanti per due ordini di motivi. Primo, perché costituiscono di per se stesse un’industria (o un settore industriale, che dir si voglia) a elevato contenuto tecnologico. Secondo, perché quest’industria - se adeguatamente sviluppata - è poi capace di manifestare i suoi effetti su tutto il sistema economico, e oltre. Non accidentalmente il Rapporto, quando analizza la diffusione delle ICT in Emilia-Romagna, lo fa su tre livelli: a) per le famiglie; b) per la pubblica amministrazione; c) per il mondo dell’impresa.

L’effetto congiunto di questi due motivi (importanza delle ICT in sé e applicazione di queste tecnologie alla generalità dei settori economici) si riflette poi – a livello macroeconomico - sull’andamento del saggio di produttività. Possiamo così spiegarci le differenze, negli ultimi anni (decenni), sia fra la crescita economica degli USA e dell’UE, sia quella verificatasi all’interno dell’UE con notevoli differenze tra i singoli Stati membri. Prevalgono sempre, nella velocità di crescita del Pil - trainata, a sua volta, da quella della produttività - i Paesi che più hanno investito in 'conoscenza'...".

(Dalla prefazione di Franco Mosconi)


"È curioso per uno storico constatare come l’Italia, un paese che all’inizio del XX secolo fu in grado di dare una soluzione, almeno parziale, al problema energetico con la costruzione di ardite centrali elettriche, si sia fatta trovare impreparata nel momento in cui diventava necessaria la banda larga. Uno dei protagonisti della costruzione delle infrastrutture elettriche fino agli anni Trenta del Novecento fu certamente Alberto Beneduce, quando si trovò alla guida dell’Istituto di credito per le opere pubbliche – ICIPU - e anche al momento della costituzione dell’IRI. Seppe allora indirizzare il risparmio verso obbligazioni delle quali lo Stato era il sicuro garante. 

Oggi sarebbe necessaria la stessa preoccupazione per le sorti del paese, ma anche la fantasia finanziaria di un grande servitore dello Stato come Beneduce. Siamo certi che tutta l’Italia verrà “cablata”. Non ne possono fare a meno, questa volta sì, i nostri 'capitani coraggiosi', gli industriali italiani".  

(Dalla prefazione di Franco Amatori)

GENRE
Business & Personal Finance
RELEASED
2016
May 31
LANGUAGE
IT
Italian
LENGTH
80
Pages
PUBLISHER
Thedotcompany
SELLER
thedotcompany srl
SIZE
1.4
MB

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