I vizi capitali e i nuovi vizi

Opere XIV

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Beschreibung des Verlags

"Come al solito non sono mai le virtù ma sempre
i vizi a dirci chi è, di volta in volta, l'uomo. E allora guardiamoli da
vicino questi vizi," così comincia Umberto Galimberti e prende le mosse
dai vizi capitali: Accidia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira, Lussuria, Superbia.
Identificati come "abiti del male" da Aristotele, come
"opposizione della volontà dell'uomo alla volontà divina" nel
Medioevo, come espressione della tipologia umana nell'Età dei lumi appaiono
infine come manifestazione psicopatologica nel Novecento. "E così,
fuoriescono dal mondo morale per fare il loro ingresso in quello patologico. Non
più vizi, ma malattie dello spirito."
Alla luce di questa sequenza storica, Galimberti "ambienta" i vizi nel
panorama contemporaneo lasciando emergere significative contraddizioni, un'inedita
penetrazione nel conflitto fra la funzionalità (anche del male) nell'età
della tecnica e l'urgenza dell'etica. Segue, come un inevitabile
complemento, un'ampia ricognizione su quelle tendenze, modalità
comportamentali che si potrebbero definire, con la dovuta accortezza, come i
"nuovi vizi": la sociopatia, la spudoratezza, il consumismo, il
conformismo, la sessomania, il culto del vuoto. Non si tratta di caratteristiche
della personalità (come lo sono i vizi capitali: l'avaro, il goloso, il
superbo ecc.), anzi la voluttà dello shopping, la dipendenza dalla merce, per
esempio, sono esattamente il contrario: il dissolvimento della personalità. E
allora perché parlarne? "Per esserne almeno consapevoli e non scambiare
per 'valori della modernità' quelli che invece sono solo i suoi disastrosi
inconvenienti."

GENRE
Sachbücher
ERSCHIENEN
2015
7. Januar
SPRACHE
IT
Italienisch
UMFANG
144
Seiten
VERLAG
Feltrinelli Editore
GRÖSSE
4.2
 MB

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