Omeros
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- 14,99 €
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Beschreibung des Verlags
Molti hanno detto, senza tema di smentita, che i nostri tempi non sono adatti alla forma del poema epico. Poi un giorno è arrivato Derek Walcott con il suo "Omeros", dove, con sfrontata duttilità e profusione di immagini, viene cantato un arcipelago che è come un continente, in delicato contrappunto con l’epos omerico. Omeros, aedo del tempo presente, racconta la storia di due pescatori, Ettore e Achille, innamorati della stessa donna, Elena, sensuale cameriera di un hotel di Saint Lucia, piccola isola sovrastata da due coni vulcanici, al centro del Mar dei Caraibi. E ogni personaggio, anche quelli di contorno, è come avvolto in un’aura luminosa che scaturisce sia dalla felice irruenza metaforica del linguaggio di Walcott, sia dal carisma di nomi, gesti e pensieri che riecheggiano, non senza venature ironiche, quelli dei corrispettivi eroi omerici.
Ma "Omeros" racconta anche la storia di un tradimento: l’isola, a lungo contesa dagli imperi rivali di Francia e Gran Bretagna, è stata infine consegnata ai turisti; ma se Ettore, un tempo capace di intagliare una canoa nel cedro, è diventato un tassista, Achille, fedele all’arte dei padri, glorifica la presenza del mare nella storia della tribù. E su tutto veglia, pietosa, la poesia, che contempla l’umiliazione imposta all’uomo dalla volgarità dei tempi e lo riscatta.
Omeros è apparso per la prima volta nel 1990.
PUBLISHERS WEEKLY
This magnificent modern epic by poet-playwright Walcott ( The Arkansas Testament ) follows the wanderings of a present-day Odysseus and the inconsolable sufferings of those who are displaced and traveling with trepidation toward their homes. Written in seven circling books and magically fluid tercets, the poem illuminates the classical past and its motifs through an extraordinary cast of contemporary characters from the island of Santa Lucia: humble fishermen Achilles, Philoctete and Hector; a feverishly beautiful house servant, Helen, who incites her own Trojan War; a local seer, Seven Seas; and the narrator himself, who wanders to the States, to Europe and back again although he knows, ``the nearer home, the deeper our fears increase, / that no house might come to meet us on our own shore.'' Singularly ambitious, and as moving as the works of its namesake, Omeros (Greek for ``Homer'') remains accessible despite its complexity and divergent strains, which include the privations of Native Americans, African natives and exiled English colonials.