Responsabilità
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L'incidente
La notte non era ancora finita quando arrivò il primo messaggio.
Il telefono vibrò sul comodino, un suono sommesso, quasi timido, ma nel silenzio sembrò permeare l'ambiente. Lei non lo sentì subito. Il suo corpo era ancora immerso in un sonno profondo, come se custodisse dentro di sé qualcosa di inespresso.
Quando finalmente aprì gli occhi, la luce era grigia. Non era ancora mattina, non era ancora notte. Quel momento in cui i pensieri non hanno ancora preso forma, ma cominciano ad addensarsi come nuvole.
Il nome sullo schermo non significava nulla per lei. Numero sconosciuto. Il messaggio, semplice.
"Incidente ferroviario. Molti morti. Ti porteranno via."
Non c'era nessun mittente. Non c'era nessuna spiegazione. Solo la promessa di una chiamata che non era ancora stata fatta.
Rimase immobile per un istante. Il suo sguardo fisso sulle parole, come in attesa che cambiassero. Che si smentissero da sole.
Non lo fecero.
Si alzò senza fretta. Il movimento fu quasi meccanico, come quando il corpo precede il pensiero. Si avvicinò alla finestra e l'aprì. L'aria era fredda, pungente. In lontananza, una sirena.
Non sapeva ancora perché quel messaggio le fosse giunto. Ma sapeva che non si trattava di un errore.
Il telefono squillò prima che potesse pensare ad altro.
- SÌ.
La sua voce era ferma. Non c'era spazio per esitazioni.
- Gastronomia?
- SÌ.
Una breve pausa. D'altra parte, qualcuno che ha ponderato attentamente le parole.
— Abbiamo un evento. Un evento importante. Avremo bisogno di supporto legale fin da subito. Vogliamo che tu sia presente.
Non chiese cosa fosse successo. Lo sapeva già, per quanto si possa sapere qualcosa prima di vederla.
- Dove?
Le diede il nome di una stazione. Una zona di provincia, non lontana, ma abbastanza distante da richiedere del tempo.
— Partite ora. Vi daremo istruzioni lungo il tragitto.
La linea è chiusa.
Rimase lì per un attimo con il telefono in mano. Poi lo posò e iniziò a vestirsi.
Il suo abbigliamento era sempre semplice. Scuro, pulito, senza elementi superflui. Una camicia, un paio di pantaloni, una giacca. Aveva i capelli legati stretti.
Allo specchio, il suo viso appariva più vuoto di quanto non fosse in realtà. O forse più pieno.