Ripley Bogle
-
- 9,99 €
-
- 9,99 €
Description de l’éditeur
Ad appena ventidue anni Ripley Bogle ha già raggiunto un traguardo importante, al quale molti arrivano soltanto dopo un’intera esistenza: ha toccato il fondo, è uno spiantato senza amici e senza affetti, la sua vita è al capolinea. Parte del merito va senz’altro alla sua infanzia: nato in un ghetto di Belfast, figlio di una prostituta irlandese e di un ubriacone gallese, è cresciuto in mezzo ad alcol, risse e vendette omicide tra cattolici e protestanti. Ma il percorso verso il suo lurido successo è stato accidentato e tortuoso, per niente scontato: Ripley ha dovuto fare i conti con un’intelligenza formidabile, che per qualche semestre gli ha addirittura permesso di frequentare il prestigioso Trinity College di Cambridge. Ma nella società bene non era a suo agio, non sapeva cosa farsene della prospettiva di un futuro radioso, né tantomeno delle soddisfazioni e delle gratificazioni che derivano da una vita sentimentale felice. La sua è una vocazione insopprimibile. La libertà è la strada. Oggi vive da eroe dei bassifondi in una Londra esasperata e lirica, trasformata nel regno dei barboni, fra le mille difficoltà quotidiane e i ricordi di un’Irlanda devastata dai conflitti.
Robert McLiam Wilson, autore dell’indimenticabile Eureka Street, torna nelle librerie italiane con il suo esordio, firmato a soli ventitré anni, che ne rivela tutto il talento e l’ironia.
«McLiam Wilson scrive come un dio».
Antonio D’Orrico
«È nata una star. Il suo nome è Robert McLiam Wilson, autore di Ripley Bogle. Opera che mostra un talento straordinario. Insisto. Dovete leggerlo».
«Sunday Telegraph»
«Una performance sorprendente: armonioso, profondo, arrabbiato. Mi ha fatto ridere, mi ha fatto pensare, mi ha fatto invidia».
«Irish Times»
«Probabilmente uno dei migliori romanzi irlandesi dell’ultimo decennio. Va dritto alla giugulare».
«The Times»
PUBLISHERS WEEKLY
Winner of Britain's Betty Trask Prize, this first novel by a 26-year-old Belfast native is both a delight and a letdown. The eponymous narrator is a decrepit young vagrant who wanders the Dickensian night streets of contemporary London as he spouts this tale to You, the reader. His story, which parallels the author's history in some ways, explains his current circumstances. A child prodigy from Belfast slums who ascends to Cambridge before dropping out, Bogle is erudite yet deliberately crude. ``Two years ago I was munching pheasant in oaken chambers brimming with the gentry and now I'm licking the lichens off London's lavatory walls.'' Before the narrative is done, he has confessed to several deceptions, and leaves us, having provided more epigrams than explanations. Wilson's neo-Joycean language and word play can be effective, but are more often intrusive. This rowdy, boisterous and often vividly shocking story is above all a self-conscious mass of words. There is true brilliance here, and there are rewarding moments for the patient reader, but the author's self-indulgence and peacockish prose are ultimately distancing.