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I principi della civiltà artificiale
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Publisher Description
La civiltà artificiale nasce dalla conoscenza, dal potere, dalla ricchezza. Crea le condizioni di innumerevoli cambiamenti nel modo in cui gli umani vivono sul pianeta. Il suo avvento è annunciato dai profeti dell'innovazione, ma le sue conseguenze esistono soltanto se la tecnologia è adottata, innovando socialità, produttività, mentalità. La sua costruzione è affidata a personaggi vagamente pirateschi che si trasformano nei nuovi signori del capitalismo e della politica, e mirano al controllo del futuro. La direzione che imprimono al suo sviluppo è raccontata recuperando alcuni dei miti fondativi più affascinanti dell’epoca precedente. Il conflitto che la caratterizza è quello che divide il falso dall’autentico, l’annunciato e il realizzato, il promesso e il mantenuto. I suoi protagonisti sono imprenditori senza scrupoli, potenti senza limiti, macchine senza controllo. Chi si oppone al potere dei padroni della civiltà artificiale ne contesta l’assunto fondamentale: che il percorso della tecnologia sia ineluttabile, che ci sia un’unica direzione del progresso, che la società dell’avvenire sia quella che deriva dai progetti dei giganti dell’industria tecnologica.
I liberatori che sviluppano i contropoteri non sono ottimisti o pessimisti: sono possibilisti.