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Publisher Description

L'Occidente ha sempre visto nella lotta eroica della piccola Grecia contro l'impero persiano il simbolo della propria superiorità morale e culturale rispetto al dispotismo orientale. Eppure quelle guerre hanno rappresentato solo un momento di un rapporto millenario, qui ricostruito, in forma originale e innovativa, da uno dei più importanti archeologi mondiali.


Tra Oriente e Occidente sembra che sia sempre esistito un vero e proprio scontro di civiltà. Nel nostro immaginario, le guerre persiane per secoli hanno simboleggiato proprio questo: la lotta perenne tra il dispotismo orientale e la libertà dell'Occidente. Basti pensare ai 300 delle Termopili che resistono eroicamente all'invasione delle sterminate masse del Gran Re. Al contrario, per lunghi millenni a partire dalle antichissime civiltà mesopotamiche, il nostro Occidente (europeo) è stato una sorta di appendice al grande complesso orientale (asiatico). Ancora al tempo delle guerre persiane il grande impero vedeva la Grecia come un problema marginale. Furono proprio quei conflitti a trasformare i pesi sulla bilancia: il loro esito diede alla Grecia la forza non solo di resistere, ma anzi di reagire e infine prevalere. Viste le enormi differenze di potenza militare, di bacino demografico, di tradizione dominatrice, tra il grande impero e la piccola Grecia, è stato ovvio per il mondo occidentale costruire la propria immagine come qualitativamente superiore, facendo emergere i valori della democrazia contro il dispotismo orientale, delle libertà contro l'asservimento generalizzato, delle individualità contro la sottomissione etnica.

GENRE
History
RELEASED
2021
18 February
LANGUAGE
IT
Italian
LENGTH
248
Pages
PUBLISHER
Editori Laterza
SIZE
2.7
MB

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