Buonvino e l'omicidio dei ragazzi
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3,6 • 29 valutazioni
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Descrizione dell’editore
La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto. È mattina presto, è sabato, Villa Borghese ha appena aperto i battenti, il commissario manda i suoi a controllare, ma non trovano niente. Eppure, la memoria di quel suono non svanisce. Così, quando la domenica all’alba lo chiamano perché hanno trovato una ragazza, giovane, giovanissima, sedici o forse diciassette anni, impiccata all’orologio ad acqua del Pincio, il commissario sa, con l’intuito che lo contraddistingue, che quel grido, riso o pianto, è stato una premonizione. Buonvino non ha avuto figli e, davanti al corpo della ragazza, capisce che i figli sono di tutta la società e che gli assassini dei figli vanno trovati. In un’indagine che spazia dal cuore di Roma a Centocelle e il cui centro non sarà in un luogo geografico, ma in un luogo digitale, un universo di fotografie, messaggi e commenti, Walter Veltroni, muovendosi tra comicità e tragedia, ci accompagna nella solitudine di una generazione: i ragazzi che muoiono.
Recensioni dei clienti
Non il suo libro migliore
Sempre scorrevole. Ma gli altri erano più appassionanti
Dialoghi uniformi
Mi sembra che l’autore non riesca a caratterizzare i suoi personaggi nei dialoghi. Specialmente in questo romanzo tutti parlano in modo estremamente uniforme, tutti parlano nello stesso modo con una consecutio temporum correttissima. Questo, ad esempio, non caratterizza per nulla i ragazzi, nei quali sparisce la spontaneità e il loro modo di essere. Trovo anche che sia difficile che una bambina di sette anni possa scrivere, analizzando i propri sentimenti con una precisione e una consapevolezza, come farebbe un adulto. Per questo, anche se la storia nel suo insieme, mi è piaciuta ho dato due stelle invece che tre.