Carne trita Carne trita

Carne trita

L'educazione di un cuoco

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Descrizione dell’editore

«Ora che ha raccontato, così bene, la sua educazione di cuoco (e di uomo), gli si porrà un nuovo dilemma: la scrittura per lui è un alibi o un destino? Credo che la seconda risposta sia quella buona.»
Corriere della sera - Antonio D'Orrico

«Carne trita è già il miglior romanzo italiano dell’anno. Si accettano scommesse.»
Antonio D'Orrico, Corriere della Sera

Oltre l’ossessione per i cuochi in tv, oltre la moda dei libri di ricette e delle recensioni stellate, oltre le copertine dei settimanali patinati, Leonardo Lucarelli racconta, in prima persona, la sua vita da vero cuoco descrivendoci la cucina in cui i grembiuli sono sporchi di sugo e i piani di lavori sono pieni di farina e coltelli. Nessuna scuola costosa e nessuno studio di registrazione: rievocando la sua crescita da lavapiatti schiavizzato in un locale di Trastevere a chef, Lucarelli narra di sé stesso e delle persone che ha incontrato in un mondo sospeso tra libertà anarchica e disciplina militare, tra lecito e illecito, mostrando cosa si cela al di là di quella porta che dalla sala del ristorante vediamo sbattere al passaggio di impeccabili camerieri: immigrati in nero, stagisti sfruttati, aiutanti cocainomani, maestri geniali, proprietari incapaci, amici abbandonati per fare carriera.
Storie vere che restituiscono l’immagine di un mondo affascinante, dal rigido codice di condotta e dalla gerarchia ben definita. Con sincerità e stile personalissimo, Lucarelli mostra il lato oscuro, contraddittorio e carnale delle cucine, un mondo parallelo in cui dominano amori e amicizia, droghe e sesso, culto del lavoro e soldi. E da questo osservatorio speciale, scatta un’istantanea inedita dell’Italia e degli italiani di oggi.

GENERE
Saggistica
PUBBLICATO
2016
21 gennaio
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
280
EDITORE
Garzanti
DATI DEL FORNITORE
Gruppo Editoriale Mauri Spagnol spa
DIMENSIONE
789,7
KB

Recensioni dei clienti

Maccino the great ,

Divertente, nuovo e non insipido

Un cuoco/antropologo, osservatore e protagonista, è perfetto per farci capire che cosa succede in quella parte di un ristorante che i clienti non vedono mai. Mi è piaciuto il taglio: l'aspetto più interessante è la spietatezza del narratore verso gli altri e, soprattutto, verso se stesso. Bukowski era in grado di smontare ogni ipocrisia grazie alla sua onesta e dolce ferocia. Sai che? Anche Lucarelli ci è riuscito, quindi complimenti!