Carne trita
L'educazione di un cuoco
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4,2 • 9 valutazioni
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- 6,99 €
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Descrizione dell’editore
«Ora che ha raccontato, così bene, la sua educazione di cuoco (e di uomo), gli si porrà un nuovo dilemma: la scrittura per lui è un alibi o un destino? Credo che la seconda risposta sia quella buona.»
Corriere della sera - Antonio D'Orrico
«Carne trita è già il miglior romanzo italiano dell’anno. Si accettano scommesse.»
Antonio D'Orrico, Corriere della Sera
Oltre l’ossessione per i cuochi in tv, oltre la moda dei libri di ricette e delle recensioni stellate, oltre le copertine dei settimanali patinati, Leonardo Lucarelli racconta, in prima persona, la sua vita da vero cuoco descrivendoci la cucina in cui i grembiuli sono sporchi di sugo e i piani di lavori sono pieni di farina e coltelli. Nessuna scuola costosa e nessuno studio di registrazione: rievocando la sua crescita da lavapiatti schiavizzato in un locale di Trastevere a chef, Lucarelli narra di sé stesso e delle persone che ha incontrato in un mondo sospeso tra libertà anarchica e disciplina militare, tra lecito e illecito, mostrando cosa si cela al di là di quella porta che dalla sala del ristorante vediamo sbattere al passaggio di impeccabili camerieri: immigrati in nero, stagisti sfruttati, aiutanti cocainomani, maestri geniali, proprietari incapaci, amici abbandonati per fare carriera.
Storie vere che restituiscono l’immagine di un mondo affascinante, dal rigido codice di condotta e dalla gerarchia ben definita. Con sincerità e stile personalissimo, Lucarelli mostra il lato oscuro, contraddittorio e carnale delle cucine, un mondo parallelo in cui dominano amori e amicizia, droghe e sesso, culto del lavoro e soldi. E da questo osservatorio speciale, scatta un’istantanea inedita dell’Italia e degli italiani di oggi.
Recensioni dei clienti
Divertente, nuovo e non insipido
Un cuoco/antropologo, osservatore e protagonista, è perfetto per farci capire che cosa succede in quella parte di un ristorante che i clienti non vedono mai. Mi è piaciuto il taglio: l'aspetto più interessante è la spietatezza del narratore verso gli altri e, soprattutto, verso se stesso. Bukowski era in grado di smontare ogni ipocrisia grazie alla sua onesta e dolce ferocia. Sai che? Anche Lucarelli ci è riuscito, quindi complimenti!