Contro la memoria

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Descrizione dell’editore

Tra pochi anni morirà l’ultimo ebreo che ha vissuto la Shoah. Come tramandarla dopo? Esiste una forma d’espressione efficace per la tragedia? Alessandro Piperno indaga sul concetto di memoria e i rischi connessi. Per farlo l’autore utilizza l’opera di Proust che viene interpretata in una chiave profetica. Proust fu il paladino di quei giovani letterati ebrei che alla fine del diciannovesimo secolo scelsero di ripudiare la propria origine. Ma dietro l’apparente antisemitismo si nascondeva una crudele ricerca di autenticità e verità. Ansia di piacere, di essere bene accolti, di promuoversi socialmente utilizzando tutti gli strumenti della seduzione costituiscono il marchio del vizio congenito che rende insopportabili gli ebrei agli occhi di Proust; vizio da cui egli stesso vuole emendarsi. Conformismo e mascheramento accomunano gli ebrei della Recherche con gli omosessuali così come in essa appaiono: entrambe le ‘razze’ (è così che Proust le considera) sviluppano impressionanti qualità mimetiche in modo da confondersi con l’habitat ostile in cui si trovano fatalmente a vivere.Attraverso Proust l’autore decifra la retorica della memoria in voga nei nostri giorni che spesso con la celebrazione depotenzia il valore della tragedia. Dalle pagine di Piperno esce fuori che la Recherche è un’opera nichilista in cui la memoria non è conforto, ma dannazione.

GENERE
Religione e spiritualità
PUBBLICATO
2013
29 marzo
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
100
EDITORE
Fandango Libri
DIMENSIONE
2,8
MB

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