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Descrizione dell’editore

“La conclusione di una riflessione che dura ormai da oltre cinquant’anni”
Il Manifesto

Fin dall’antichità esiste una tensione tra il modo in cui le città sono costruite e quello in cui le persone le abitano. E oggi la maggior parte della popolazione mondiale abita in città.
In uno studio urbanistico che chiude la trilogia dell’“Homo faber” nella società, dopo “L’uomo artigiano” e “Insieme”, Richard Sennett mostra come Parigi, Barcellona e New York hanno assunto la loro forma moderna e ci guida nei luoghi che sono l’emblema della contemporaneità, dalle periferie di Medellín in Colombia al quartier generale di Google a Manhattan. E denuncia la diffusione globale della “città chiusa” – segregata, irreggimentata e sottoposta a un controllo antidemocratico –, che dal Nord del mondo ha conquistato il Sud del mondo e i suoi agglomerati urbani in mostruosa espansione.
Secondo Sennett, esiste un altro modo di costruire e abitare le città. Nella “città aperta” i cittadini mettono in gioco attivamente le proprie differenze e creano un’interazione virtuosa con le forme urbane. Per costruire e abitare questa città, occorre “praticare un certo tipo di modestia: vivere uno tra molti, coinvolto in un mondo che non rispecchia soltanto se stesso. Questa è l’etica della città aperta”.

GENERE
Saggistica
PUBBLICATO
2020
21 maggio
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
400
EDITORE
Feltrinelli Editore
DIMENSIONE
36.2
MB

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