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Descrizione dell’editore

Un libro molto bello” - Daria Bignardi (Invasioni Barbariche)


“Un sorprendente intreccio letterario” - Luciana Sica (La Repubblica)


“Passato e presente si rincorrono sul filo di una suspense allucinata e feroce” - Maurizia Veladiano (Il Giornale di Vicenza)


“Una cornice letteraria che brilla per le costanti digressioni e i cambi di voce narrante”-Leonardo Merlini - critico letterario 


“Criminàl è un libro che rimane in mente. Ha una sua forza di sperimentazione stilistica e invenzione sociologica dopo l’epoca del romanzo programmaticamente facile, riconoscibile, omogeneizzato.” Emanuele Zinato - Docente di Letterature Comparate Università di Padova


-“Un thriller metafisico e potente” - Valentina Pigmei (Grazia)


-“Romanzo composito, che allo strato comico (il fallito di paese con le sue rodomontate) accompagna una vena acre e per niente consolatoria, Criminàl vola alto soprattutto nelle accensioni oniriche e visionarie”. - Roberto Casalini (Al Buon Libro)


LA TRAMA:

"La trama gialla, rappresentata da un enigmatico biglietto che Ezio lascia a Gino, è solo un pretesto per parlare d'altro, o forse dell'unica cosa di cui uno scrittore serio riesce davvero a parlare, cioè la sua storia personale inserita nel contesto impazzito del mondo. E Pizzati, che dimostra di avere recepito la lezione di maestri come W.G. Sebald (e, permettete l'azzardo, pure dell'Herman Melville di "Moby Dick"), sa che il romanzo è prima di tutto un sistema, nel quale intorno a un sole ustionante e personale ruotano i satelliti della digressione storica o filosofica.


Così le pagine sulle anguane - donne che nel Veneto mitico erano in grado di capire le leggi della Natura, e per questo furono bollate come streghe - o sul miles germanico Ulrik Drexen che addomesticò le sorgenti di Valdagno, sono piccoli romanzi nel romanzo, che danno all'opera una cifra superiore e lasciano il lettore, che ha appena scoperto luoghi "dove la Natura parla al corpo senza passare attraverso la testa", con un senso di straniamento e, in qualche misura, di deviazione dal corso normale delle percezioni. Il tutto intervallato da frasi come quella che descrive la nascita del calendario gregoriano: "Dentro quei giorni eliminati per far combaciare di nuovo, come vuole la Bibbia, la Pasqua cristiana con l'equinozio della notte del 20 marzo, sono raccolti tutti gli oggetti perduti dell'universo, compressi come in un buco nero".

Se un'ombra di metafisica, quella con cui prima o poi ognuno si trova a dover fare i conti, si stende sulle pagine del romanzo, soprattutto quelle in cui compare Ezio, la realtà della storia è però solidamente ancorata agli incubi familiari di Gino (su tutti una scena insostenibile con un accendino e un bambino punito per la pipì a letto), all'impossibilità di liberarsi davvero dalle colpe di genitori che pure non si possono non amare, seppur con violenza, alla imperitura miseria di una provincia che è il cuore nero, spesso nerissimo, di un intero Paese che è stato progressivamente sottomesso "dall'infausto Regno dei Savoia, seguito dal Fascismo, dal Democristianismo, dal Socialismo e poi dal Televisionismo". E in questo scenario, nel quale i soldi e la ricerca del potere sembrano essere diventati l'unico credo, si muove alla perfezione Ermanno Calcagno, detto Scheggia, stimato architetto e mostro familiare.


Ma "Criminàl" ci dice anche che, per quanto mostruoso, per Gino è comunque "papà". Ai lettori il compito di decidere se questa considerazione peggiori le cose o contribuisca ad alleviare l'angoscia. Quello che possiamo dire, chiudendo così il cerchio pretestuoso intorno a Dan Brown, è che se nei bestseller americani si cerca sempre di salvare il mondo, nel libro di Carlo Pizzati ci si accontenta di (non) salvare la propria famiglia e la propria cittadina, tentando al tempo stesso di fare buona letteratura."


(Leonardo Merlini - critico letterario)

GENERE
Narrativa e letteratura
PUBBLICATO
2015
4 novembre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
185
EDITORE
Wannaboo
DIMENSIONE
2.9
MB

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