Divieto di protestare Divieto di protestare

Descrizione dell’editore

Negli ultimi decenni l'enfasi sulla sicurezza è stata la risposta dei governi alla crisi delle istituzioni democratiche e dello stato sociale. Ma come sono cambiati i movimenti di protesta? E cosa producono le leggi che criminalizzano il dissenso come gli ultimi pacchetti sicurezza in Italia? A venticinque anni dal G8 di Genova è il momento di chiederselo.
In tutto il mondo le proteste per Gaza hanno portato in primo piano movimenti di massa che sembravano scomparsi. Trainati da giovani e studenti, hanno avuto la capacità di muovere settori non politicizzati della società. Le proteste hanno illuminato nuovi modi di manifestare piú reticolari e orizzontali rispetto al passato, spesso caratterizzati da forme di resistenza passiva e boicottaggio, ma allo stesso tempo hanno scatenato un'ondata repressiva e nuove leggi che criminalizzano il dissenso. Molte di quelle norme sembrano essere state concepite sulla base delle precedenti proteste: dal movimento antiglobalizzazione agli ambientalisti di Ultima generazione e suggeriscono un approccio penale preventivo, in cui non è necessario compiere un reato per incorrere in una spirale di criminalizzazione, ma basta appartenere a un determinato gruppo di persone o mettere in atto alcune condotte ritenute pericolose. Come si è arrivati a tutto questo? La radice era già presente a Genova nel 2001, in quella che Amnesty International ha definito «una violazione dei diritti umani di dimensioni mai viste nella recente storia europea», una ferita ancora aperta.

GENERE
Politica e attualità
PUBBLICATO
2026
12 maggio
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
136
EDITORE
Einaudi
DATI DEL FORNITORE
Giulio Einaudi Editore Spa
DIMENSIONE
559
KB
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