Finale di partito
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Descrizione dell’editore
La crisi dei tradizionali partiti politici è ormai conclamata, e rischia di contagiare le stesse istituzioni democratiche. Secondo i piú recenti sondaggi, meno del cinque per cento degli italiani ha fiducia nei partiti politici, poco piú del dieci per cento nel Parlamento. Particolarmente evidente in Italia, il fenomeno è tuttavia generale: ovunque i «contenitori politici» novecenteschi stentano a conservare il consenso. E ovunque cresce un senso di fastidio verso quella che viene considerata una «oligarchia», separata dal proprio popolo e portatrice di privilegi ingiustificati. È importante misurare le dimensioni del fenomeno e interrogarsi sulle cause del tracollo della forma partito e sul futuro della rappresentanza politica nello scenario di una trasformazione «epocale» dalla società industriale a quella post-industriale. A ben guardare l'esplosione dei partiti si ricollega, seppure in una congiuntura temporale apparentemente sfasata, al superamento dell'organizzazione produttiva «fordista» massificata e all'affermarsi di nuove forme organizzative leggere. Facendo i conti, in modo drammatico, con la stessa insostenibilità dei costi crescenti che la macchina d'impresa novecentesca ha indotto. Con una domanda finale: è possibile la democrazia «oltre» i partiti?
Recensioni dei clienti
L'evidenza in campo
Potrà sembrare una lettura troppo intensa tra concetti, vocaboli e numeri intellettualistici, ma in "finale" il quadro che restituisce è una lucida analisi storica e oggettiva della politica italiana.