il cavamorti
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Descrizione dell’editore
In un villaggio berbero del Marocco meridionale, un uomo scava tombe. Non è un becchino qualsiasi: è testimone, accusatore, coscienza oscura di una comunità che vorrebbe seppellire non solo i suoi morti, ma anche la propria memoria. Con una prosa che strappa, deforma e rifonda la lingua, Mohammed Khaïr-Eddine costruisce un universo allucinato in cui il corpo, la terra e la parola si fondono in un unico grido contro il colonialismo, il potere e l’oblio.
Le déterreur (1973) è uno dei romanzi più radicali e visionari della letteratura francofona maghrebina del Novecento. Pubblicato a Parigi quando il suo autore era già celebrato e temuto per la ferocia del suo surrealismo africano, il libro rimase a lungo inaccessibile al pubblico italiano. Questa traduzione — la prima in italiano — colma finalmente un vuoto nella ricezione di uno scrittore che Kateb Yacine e Jean Genet consideravano tra i più originali della sua generazione.
Il linguaggio di Khaïr-Eddine è un terremoto controllato: accumula immagini, frantuma la sintassi, mescola il sacro e l’osceno, il mito amazigh e la rabbia anticoloniale. Tradurlo significa ricostruire, in italiano, l’energia sismica di una scrittura che non accetta di essere addomesticata.
Il cavamorti è lettura indispensabile per chiunque voglia capire la letteratura del Mediterraneo nella sua dimensione più sovversiva e viva.