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Descrizione dell’editore

I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver...
Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni.
Francesco Piccolo ha scritto un libro anomalo e portentoso, che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. «Un'epoca - quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla».

GENERE
Narrativa e letteratura
PUBBLICATO
2013
6 novembre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
272
EDITORE
Einaudi
DIMENSIONE
698,9
KB

Recensioni dei clienti

j@gged ,

Un mea culpa convincente

Convincente, ma rimane una mea culpa. Dovreste fare di più, è vero. L'elite invece di perdersi dietro se stessa, dovrebbe avere la funzione propria di un virus, spandersi attraverso il popolo invece di chiudersi in se stessa. Smettere di essere contro. Letto in due giorni. Onesto.

Giovanni.Chisari ,

Ma davvero?

Ma davvero ha vinto il premio strega?

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