Il mostro di Trieste
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4,1 • 11 valutazioni
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Descrizione dell’editore
Un’indagine di Zeno Pentecoste
Il buio può fare paura ma anche proteggere dal male
Zeno Pentecoste è un poliziotto molto inquieto. La malattia della moglie e la ribellione della figlia Rebecca si sommano al suo passato tormentato: è stato adottato e della famiglia d’origine non sa nulla. Lo accompagna però il ricordo, vividissimo in lui, della paura del buio.
In questo momento di crisi personale, Trieste è scossa da una violenza brutale. Un killer seriale uccide le sue vittime sottoponendole a un incomprensibile, macabro rituale: i loro corpi, semisbranati, vengono attaccati agli alberi e resi tutt’uno con essi. Dai corpi, dalle mani, spuntano rami. Un sasso rosso si trova in genere sulla scena. Più le indagini vanno avanti, più gli indizi portano Zeno sulle tracce di una tetra vicenda del passato, collegata a qualcuno o qualcosa che lo riguarda molto da vicino.
Un thriller che indaga il lato più buio degli esseri umani
«Un capolavoro ricco di suspense.»
«Affascinante.»
Gianluca Rampini
È nato a Trieste nel 1974. Marito felice e padre orgoglioso, di giorno è socio della Cooperativa Sociale Lavoratori Uniti Franco Basaglia, prima cooperativa sociale in Italia; di notte scrittore. A muoverlo è la ricerca verso l’origine del male, il tentativo di comprendere cosa spinga gli individui e le comunità a compiere azioni altrimenti incomprensibili. Il mostro di Trieste è il primo romanzo pubblicato con la Newton Compton.
Recensioni dei clienti
Inaspettata sorpresa
Noir al punto giusto, scorre piacevolmente e ti lascia col fiato sospeso, e con la voglia di continuare a leggere per scoprire nuovi indizi…molto bello
La bora e l’orrore.
Chi conosce la bora scura, sa che danni enormi puo’ fare, magari anche sconvolgendo la mente umana.
Forse solo così si possono spiegare due mostruosi serial killers in trent’anni ed un altrettanto mostruoso giro di pedofili e pederasti in una città come Trieste ed in una Nazione come l’Italia, che non è certo l’America.
A parte ciò il giallo-horror di Ramponi e’ ben scritto e la trama sufficientemente ricca per tener avvinto il lettore nelle lunghe sere estive o lunghi pomeriggi invernali.
Peccato che il cattivissimo e’ troppo stereotipato (e si capisce subito chi è) così come non si tarda a capire il legame tra poliziotto e serial killer n.2.
Infine una revisione più accurata avrebbe corretto qualche “typo”
di troppo.
adrenalina
bel noir un po forte x i miei gusti ma lo scrittote non indugia in modo morboso se deve rappresentare il male quello e’ … un giallo che lascia il segno . ci dara’ un sequel?