Il potere può essere trasparente‪?‬

Caso Carige: la BCE dispone la prima amministrazione straordinaria ma nega l’accesso agli atti. Il Tribunale dell’Unione Europea la condanna.

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Descrizione dell’editore

Il 2 gennaio 2019 esce la notizia che la BCE ha commissariato Banca Carige. Gli azionisti che, solo pochi giorni prima, avevano chiesto agli amministratori di avere chiarimenti sui conti e di conoscere il nuovo piano finanziario-industriale prima di patrimonializzare nuovamente la banca, rimangono stupiti e perplessi.
Si chiede alla BCE di conoscerne i motivi e di poter leggere il testo della decisione: accesso negato. Comincia, così, il cammino che porterà a due importanti sentenze del Tribunale dell’Unione europea che sanciscono il diritto di accesso al documento e l’illegittimità stessa del commissariamento, annullandolo.
Il potere pubblico è attribuito (dalla legge) per proteggere interessi ritenuti superiori ai diritti dei singoli. Ma fino a che punto può arrivare e, soprattutto, può essere - per ciò solo - considerato un deus ex machina che, celandosi dietro alla «riservatezza», si sottrae a ogni confronto e controllo sul proprio operato, affermando apoditticamente di essere intervenuto in quanto artefice del buon andamento del sistema di turno?
Il testo, ripercorrendo, anche autobiograficamente, la storia degli ultimi anni di Banca Carige e dei suoi azionisti che, a seguito del commissariamento e di come è stato gestito, sono stati obbligati a essere «ex azionisti», affronta il tema della «trasparenza» delle Authority, analizzandone gli aspetti normativi e giurisprudenziali, anche alla luce delle richiamate recentissime sentenze emesse dal Tribunale dell’Unione europea.

GENERE
Professionali e tecnici
PUBBLICATO
2022
22 ottobre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
172
EDITORE
Francesca Corneli
DIMENSIONE
3,4
MB