Il testo che pensa Il testo che pensa

Il testo che pensa

Le tre funzioni del testo

    • 1,99 €
    • 1,99 €

Descrizione dell’editore

Che cos’è un testo? Un contenitore di informazioni? Un messaggio da decodificare? O piuttosto un organismo vivente che pensa, genera nuovi sensi e conserva la memoria della cultura? Con Le tre funzioni del testo, scritto nel 1996 e qui presentato in una nuova traduzione italiana, Jurij M. Lotman — uno dei più grandi semiotici del Novecento — rovescia la prospettiva tradizionale e ci invita a considerare il testo non come un oggetto passivo, ma come un meccanismo pensante.
Lotman, fondatore della scuola di Tartu-Mosca e autore di opere capitali come La semiosfera e Cultura e esplosione, è stato uno scienziato, filologo e culturologo di fama mondiale. In questo saggio breve ma densissimo, egli individua tre funzioni fondamentali che ogni testo svolge all’interno della cultura: La funzione comunicativa – il testo trasmette messaggi, ma questa è solo la punta dell’iceberg. La funzione creativa – il testo genera nuovi sensi, produce informazioni inedite, è un atto di creazione continua. La traduzione, in questa prospettiva, non è mai una semplice equivalenza: è un processo asimmetrico che dà luogo a testi nuovi, a interpretazioni molteplici, a un incremento di senso. La funzione di memoria – il testo è un condensatore di memoria culturale. Conserva le tracce dei contesti precedenti, accumula informazioni, diventa metonimia di un significato complesso che si arricchisce nel tempo. Come Amleto, che non è più solo il testo di Shakespeare, ma anche il ricordo di tutte le sue interpretazioni, di tutti gli eventi storici a esso legati, di tutte le associazioni che evoca.
Attraverso un dialogo serrato con Saussure, Jakobson, Benveniste, Wittgenstein e la tradizione degli studi semiotici, Lotman mostra che il testo è un dispositivo euristico: non si limita a trasmettere ciò che già sappiamo, ma ci permette di scoprire ciò che non sapevamo. La sua struttura interna, mai completamente determinata, è una riserva di dinamismo: sotto l’influenza di nuovi contesti, il testo rivela potenzialità inattese, sensi futuri, sviluppi imprevedibili. Come un grano che contiene in sé il proprio piano di sviluppo.
Particolarmente attuale è la riflessione sulla traduzione. Lotman la considera una metafora centrale per comprendere lo scambio tra sistemi culturali. Tradurre non è mai un’operazione neutra: ogni cultura ricevente filtra, interpreta, deforma. E proprio in questa asimmetria, in questa impossibilità di una corrispondenza perfetta, risiede la funzione creativa del processo traduttivo. La traduzione diventa così un atto di generazione di informazioni nuove, un momento di arricchimento reciproco tra culture, un confine che unisce e separa, che rivela identità e differenze.
Questa edizione, curata da Bruno Osimo — autore e traduttore, studioso di semiotica della cultura e teoria della traduzione — è arricchita da una prefazione che mette in luce i punti di contatto tra la visione lotmaniana e la traduttologia contemporanea. La traduzione dal russo è di Roberta Ranieri, con un apparato di traslitterazione conforme alla norma ISO 9.
Perché leggere questo libroPer scoprire una delle voci più originali della semiotica del Novecento, finalmente accessibile in una nuova traduzione.Per capire come i testi funzionano nella cultura: non solo come veicoli di informazione, ma come generatori di senso e memoria.Per riflettere sul rapporto tra traduzione, creatività e identità culturale.Per chi studia semiotica, letteratura, traduzione, fil[...]

GENERE
Narrativa e letteratura
PUBBLICATO
2025
15 agosto
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
79
EDITORE
Bruno Osimo
DATI DEL FORNITORE
StreetLib Srl
DIMENSIONE
408
KB
I confini del senso I confini del senso
2025
Conversazioni sulla cultura russa Conversazioni sulla cultura russa
2017
La Mente Bilingue e il Mondo di Dante La Mente Bilingue e il Mondo di Dante
2025
Il testo nel testo: Guida all'intertestualità Il testo nel testo: Guida all'intertestualità
2025
Parlare con sé stessi Parlare con sé stessi
2025
Eravamo giovani a Leningrado Eravamo giovani a Leningrado
2025