Le cinque leggi bronzee dell’era digitale. E perché conviene trasgredirle

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Descrizione dell’editore

Goethe e Leopardi introducono a una originale lettura della cultura digitale. Una propaganda interessata parla ai cittadini di radicale rottura con il passato. Eppure, questa stagione, in cui si celebrano i fasti di macchine e delle loro estreme incarnazioni – le Intelligenze Artificiali –, non è che l’ultima manifestazione dell’Illuminismo. Il mito del Progresso si conclude nel progettare macchine destinate a prendere il posto di noi esseri umani.

Guru del nuovo tempo insistono nel ricordare ai cittadini la loro ignoranza, e quindi la loro incapacità di capire. L’innovazione è presentata come fatale manifestazione di Leggi di Natura, di fronte alle quali lo spazio per il libero arbitrio si riduce fino ad azzerarsi.

Le Cinque Leggi sintetizzano in modo chiaro e ed evidente questa interpretazione canonica della novità digitale. Serve conoscere le Cinque Leggi per poterle trasgredire.

Ricollocata la novità nella storia, smascherato il linguaggio tecnico, è possibile tornare ad una lettura politica. Le macchine digitali sono il nuovo strumento di governo. Il tecnocrate è la figura dominante. Il cittadino è ridotto ad utente di servizi digitali. L’illusoria convinzione di avere a disposizione una crescente potenza di calcolo porta a perdere il senso del limite e della misura.

La presenza di macchine digitali, così, finisce per essere un benvenuto monito: ci spinge a tornare ad apprezzare, per differenza, la nostra umanità.

  • GENERE
    Saggistica
    PUBBLICATO
    2020
    8 settembre
    LINGUA
    IT
    Italiano
    PAGINE
    417
    EDITORE
    GoWare & Guerini Associati
    DIMENSIONE
    4,7
    MB

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