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Descrizione dell’editore

Mosso dalla convinzione fantastica che tutto il mondo si possa toccare attraverso lo studio delle parole che vi scorrono, Giacomo Leopardi, a partire dal 1821, comincia a studiare la scrittura cinese. La sua tesi è che, dopo l’introduzione della scrittura dipinta o geroglifica, l’uomo aveva conservato ancora la sua natura primitiva, ma che con l’invenzione della scrittura in cifre aveva rapidamente fatto progressi nel senso dell’artificiosità. Invece si trova di fronte una civiltà allo stesso tempo vetusta e ricca, ma che conserva la sua scrittura primigenia, con ininfluenti variazioni. A partire da un excursus all’interno dello “Zibaldone”, Paolo Morelli scrive un saggio fresco e attuale su uno dei tanti percorsi inconsueti e originali del pensiero poetante leopardiano, che potrebbe ben costituire un emblema di tutta l’opera del poeta recanatese.

GENERE
Fiction e letteratura
PUBBLICATO
2013
17 dicembre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
39
EDITORE
Zibaldoni e altre meraviglie
DIMENSIONE
951.1
KB

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