L'invenzione dell'Occidente L'invenzione dell'Occidente

Descrizione dell’editore

Alessandro Vanoli esamina le origini dell'idea per cui la civiltà euro-americana sarebbe stata il punto di arrivo dell'umanità. Una visione nata nell'Ottocento e tornata in auge alla fine della guerra fredda. 
Paolo Mieli, "Corriere della Sera"


Bello e drammatico il racconto di come l'idea di una 'civiltà occidentale' sia progressivamente maturato e appaia oggi messo in discussione dal caos nel quale viviamo. 
Corrado Augias, "il venerdì di Repubblica"


Questa è la storia di come le società europee, tra medioevo ed età moderna, spinsero le proprie ambizioni sempre più verso l'oceano trasformando l'idea che avevano dell'Ovest: quella che era una direzione divenne poco alla volta uno spazio pensabile. Questa è, dunque, una storia di grandi navigatori e di dibattiti violenti tra geografi, una storia di sfide e di esplorazioni che solcarono l'ignoto. Ma è anche la storia dei dibattiti culturali che ne seguirono e che inventarono e definirono quell'Occidente che prima mancava dalle mappe. E il punto di arrivo di questa storia siamo noi.
Nel 1494 un trattato tra Spagna e Portogallo divideva il mondo in due e inventava l'Occidente come spazio, comunità e cultura. Mai nessuno si sarebbe potuto aspettare che una semplice firma avesse conseguenze così gigantesche e durature.

GENERE
Saggistica
PUBBLICATO
2026
20 febbraio
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
272
EDITORE
Editori Laterza
DATI DEL FORNITORE
Edigita S.r.l
DIMENSIONE
3
MB
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