Lo chiamavano Tyson
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Descrizione dell’editore
Fausto Colasanti è un cinquantenne che sopravvive facendo piccoli lavori saltuari. È da tutti chiamato Tyson oltre che per l'aspetto, per la sua atavica incapacità a controllare la rabbia. Un compagno d'infanzia, oggi famoso chef, lo segnala per un lavoro al Commendatore Peroni, manager nel campo dell'edilizia. Egli dovrà però trovare un aiutante e per non perdere quella che sembra un'ottima e ultima occasione lavorativa, Tyson proporrà il suo amico Alcide Pennello. Tyson e Alcide saranno i custodi della villa del costruttore per 24 ore al giorno, completamente immersa nel verde del quartiere romano dell'Eur. L'edificio è dotato di un originale sistema anti intrusione: una gabbia blindata che imprigiona i ladri permettendo ai custodi di avvertire la Polizia. Ma la durezza di Tyson e l'avventatezza di Pennello, insieme a un crescendo di azioni grottesche e imprevedibili da parte dei tanti altri protagonisti che ruotano attorno alla villa, scateneranno una serie di eventi sorprendenti e carichi di azioni avvincenti che incollerà il lettore fino all'ultima pagina.
Recensioni dei clienti
Una storia raccontata divinamente. Quanti Tyson/Fausto possiamo incontrare nella nostra quotidianità
Una storia romanzata incredibilmente bella. Da leggere tutta d’un fiato. I personaggi descritti sono tutti reali e lo sono anche i sentimenti. Tyson è un pugno allo stomaco per la sua rudezza e volgarità ma allo stesso tempo mette tenerezza soprattutto alla fine, quando diventa definitivamente Fausto. Complimenti! Davvero un gran bel libro. Lo consiglio vivamente anche per un regalo natalizio.