L'ultima cosa bella
Dignità e libertà alla fine della vita
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Descrizione dell’editore
Mai come oggi i successi della medicina ci consentono di accarezzare l'illusione dell'immortalità. Però, anche quando saremo guariti una, cento, mille volte, alla fine moriremo. È una cattiva notizia ma è così. Succederà a tutti noi, almeno per quel che ci è dato sapere. Perché allora la morte continua a essere il grande rimosso della nostra cultura? Se prima o poi anche l'Italia avrà una legge per cui saremo chiamati a esprimere le nostre volontà in un "testamento biologico", come potremo farlo se non siamo in grado di integrare la fine della vita nel nostro orizzonte, di riconoscerci innanzitutto parte di un'umanità mortale? Come possiamo rivendicare la libertà di prendere delle decisioni sul nostro fine vita se vogliamo ostinatamente compiere questa scelta a occhi chiusi?Giada Lonati è un medico palliativista, il suo lavoro comincia quando la medicina che guarisce è stata sconfitta, quando si dice che "non c'è più niente da fare", e invece c'è ancora moltissimo da fare. Si occupa di accompagnare persone vive (vivissime) in quell'ultimo tratto in cui tutto cambia significato e prende senso. Quel tratto in cui irrompe una consapevolezza nuova nelle nostre vite, un sapere che getterà una luce più nitida sul nostro presente, darà una dimensione diversa al nostro tempo, ci renderà più intensamente vivi. Una sapienza che l'autrice condivide in queste pagine, ricche di pienezza umana e capaci di rimetterci in relazione con noi stessi, con il nostro essere qui e ora. Perché una speranza vera è realizzabile solo nell'orizzonte del possibile. E riconoscerci mortali e transitori, lungi dall'essere soltanto una scoperta dolorosa, può aiutarci a maturare uno sguardo rivoluzionario sul mondo, ad aprire gli occhi sulla bellezza ultima del quotidiano.
Recensioni dei clienti
Energia emergente - VIDAS
È stato per me una "scossa di ritmo" aver letto il tuo libro Giada come potenziale paziente ma soprattutto come un comune lettore che ha solo tanta curiosità di sapere.
Io infatti sono seguito, dopo aver passato di tutto l'anno scorso dopo che i medici dopo vari esami e 6 mesi passati nell'ignoto mi hanno comunicato di avere un carcinoma squamoso spinocellulare maligno : ricovero in ospedale reparto oncologia per 40 giorni - un intervento urgente in cui mi si posizionava stent utero - 6 cicli di chemioterapia- 30 sedute di radioterapia.
Bè alla fine mi hanno detto che per me avevano fatto tutto il possibile, da una terapia antalgica da ormai un anno e quello che c'è di buono è che ho diminuito un po' la valanga di farmaci che mi avevano prescritto in ospedale.
Il punto alla fine è che poiché il dolore non se n'è mai andato tanto meno il cancro (anche se effettivamente un po' rimpicciolito) e sono sempre sotto controllo sia dai medici oncologi che medici radioterapisti gradisco stare sul pezzo e quindi leggendo libri come il tuo (che del resto in giro c'è ne sono pochi) informarmi e immaginare in positivo come sarò nel mio prossimo futuro che sono consapevole non durerà moltissimo, ma come spighi bene tu, arrivare a quel traguardo con dignità e spirito positivo, perdonando il mondo intero e infine adeguarsi e conviver con gli eventuali sviluppi della malattia con lucidità e senza far soffrire i mie famigliari o amici e amiche supersti (in momenti del genere la verità è che chi può si allontana ma ho capito anche non per cattiveria ma perché hanno paura, della morte e di chi ci sta attorno) - pensa - una volta a un mio amico amico che è venuto a trovarmi in ospedale gli ho chiesto perché non fosse venuto prima, si è recato in ospedale con gelato e pasticcini, mi ha risposto che aspettava a venire perché non sapeva cosa dire.
Apprezzo tutte le belle parole che hai scritto e ti confermo che personalmente l'ho incominciato a leggere in un momento di sconforto ma alla fine una storia dopo un'altra mi hai fatto il pieno d'energia, per quanto io possa ancora averne per affrontare da disabile 100%, come dichiarato dalle carte mediche, e anche un po' zoppo, la vita come fossi una persona normale.
Sinceri saluti e buona vita.
Carlo Vanini