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Descrizione dell’editore

Quando Tim Parks riceve una mail dall’Università di Heidelberg, rimane colpito: vogliono invitare scrittori e filosofi a visitare i loro dipartimenti e intervistare i neurobiologi, gli psicologi e gli scienziati che ci lavorano, per «scoprire se “le scienze” possano gettare le basi per una “nuova metafisica”». Curioso, pensa Parks. Come può l’osservazione del mondo, pur con tutte le riflessioni e speculazioni del caso, condurre al perché dell’esistenza del mondo? La domanda è interessante, poiché presuppone che la scienza stia prendendo lo spazio un tempo occupato dalla filosofia, se non addirittura dalla religione. E così Parks accetta, abbandonando i propositi di un nuovo romanzo e approfittandone per addentrarsi ancora di più in un tema che da tempo lo ossessiona: che cos’è la coscienza, e come funziona davvero? Molti filosofi e neuroscienziati credono infatti che l’esperienza sia chiusa ermeticamente nei nostri crani, una rappresentazione olografica e in fin dei conti inaffidabile della realtà esterna. Colori, odori, suoni, sensazioni, tutto avverrebbe solo nella nostra testa. Eppure, quando i macchinari più sofisticati tracciano ciò che succede nel cervello, trovano solo miliardi di neuroni che si scambiano impulsi elettrici e rilasciano sostanze chimiche. Tutto qua? Ma che cosa ho in testa racconta in presa diretta il viaggio in questo mondo di esperimenti complicati e professori stralunati (o metodici), spesso fideisticamente certi dei loro dogmi e dell’oggettività del loro approccio. Nei suoi incontri, nelle interviste e nelle domande che pone, Tim Parks si prende allora il ruolo di un novello Candido, instillando dubbi da scrittore in queste implacabili macchine di tetragona razionalità. Allo stesso tempo, però, in questi giorni di ricerca e confronto, ogni dialogo smuove in lui pensieri e cambia prospettive, al punto che la semplice esperienza di una colazione in albergo, di una passeggiata nel parco, di un risveglio silenzioso nell’aria umida dell’autunno diventa qualcosa di diverso, di completamente nuovo. Forse giunti all’ultima pagina non capiremo davvero che cosa sia la coscienza, ma il mondo ci apparirà più reale e vivo che mai.

«In questo memoir divertente e spregiudicato Tim Parks racconta i suoi sforzi per svelare il mistero della coscienza, riuscendo a rendere affascinante e accessibile un argomento intricato. Si introduce in questo campo affollato del sapere con l’approccio di un profano, ma è spesso in grado di mettere alla prova i più esperti neuroscienziati con le sue domande.» — David Lodge

«Un viaggio incredibile nel cervello umano. E Parks mostra bene che cosa ci sia dietro l’idea che la realtà esterna sia solo una rappresentazione soggettiva, un’immagine della nostra mente: è un pensiero consolante, che lusinga il nostro ego perché ci dice che ognuno di noi crea di fatto il suo personalissimo mondo.» — Will Self

«Mescolando crisi di mezza età, cartoni della Pixar e teorie neuroscientifiche, Tim Parks parte alla ricerca della coscienza, terreno di studi ponderosi tra filosofia e scienza. Eppure riesce a tracciare un sentiero di piacevoli conversazioni nella giungla dei paper accademici e dei seminari, scoprendo qualcosa in più su che cosa significa essere umani.» — The Observer

GENERE
Scienza e natura
PUBBLICATO
2019
18 giugno
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
288
EDITORE
UTET
DIMENSIONE
1.3
MB

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