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Descrizione dell’editore

«Papa Francesco ha colto bene il nesso tra le mafie e un'economia di rapina, separata dalla vita e dai bisogni delle persone, colpevole di disuguaglianze sempre più inaccettabili. Il suo è un grande disegno, volto ad affermare la dignità inviolabile della persona contro la sua riduzione a numero, a strumento, a proprietà».

Con sguardo analitico don Luigi Ciotti racconta cosa sono diventate nel tempo le mafie, in Italia e a livello internazionale, alla luce della conoscenza acquisita sul campo in oltre vent'anni: dalla denuncia delle narcomafie alle prime campagne di sensibilizzazione in Sicilia, dopo le stragi Falcone e Borsellino, fino alla fondazione e diffusione di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".
Ciotti ha accettato di violare la promessa che aveva fatto a se stesso – di non offrirsi mai a libri dal sapore autobiografico – per parlare soprattutto dei tanti compagni di viaggio che in questi anni lo hanno sostenuto: giovani, uomini e donne di buona volontà, molti di loro parenti delle vittime di mafia.
Lungo la narrazione don Luigi si lascia andare a ricordi commoventi e a tante rivelazioni, anche sulle minacce ricevute. Eppure, il suo sguardo è proiettato con speranza sul futuro. Per il sacerdote la mafia non è un destino ineluttabile a cui siamo condannati, c'è possibilità di scegliere. Fare cultura della legalità significa promuovere assunzione di responsabilità da parte di tutti: cittadini e istituzioni.
La prima riforma da fare oggi è la "riforma delle coscienze".

GENERE
Religione e spiritualità
PUBBLICATO
2015
15 settembre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
168
EDITORE
Piemme
DIMENSIONE
474.2
KB

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