Oltre l'infinito Oltre l'infinito

Oltre l'infinito

Storia della potenza dal sacro alla tecnica

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Descrizione dell’editore

Nel 2008 la società della potenza tecnica, affermatasi a partire dal 1989, è entrata in crisi. L’epoca della globalizzazione e della sua idea di potenza si è arrestata di fronte a un vortice di recessione che, forse, è irreversibile. O meglio, la crisi in corso sta imponendo alla storia una torsione inedita e inaspettata. La potenza tecnica dispiegatasi in modo formidabile in quei vent’anni si trova nella drammatica impossibilità di risolvere i problemi che essa stessa ha generato.

Ogni catastrofe, ogni crisi, richiede un cambio di paradigma. Mauro Magatti compie un atto rivoluzionario e ragiona sulla deriva del mondo contemporaneo recuperando un’idea antica: la potenza. Perché la potenza, spiega Magatti, è l’elemento che caratterizza la nostra specie dal punto di vista biologico e sociale. “La vita umana non è mai determinata solo dal dato biologico o storico. Benché vincolata o limitata, la sua forma più caratteristica è quella di essere ‘possibilità’. È qui che si radica la libertà creativa dell’uomo.”

La potenza è la capacità di sottrarsi all’immediatezza e alla necessità della natura, è la consapevolezza della soggettività, dunque è la facoltà di cogliere l’apertura delle possibilità per imprimere una propria direzione. E da qui si deve partire per uscire dalla crisi del mondo contemporaneo. Recuperare il senso della possibilità in ogni ambito della vita significa rinunciare alla dittatura del presente, cambiare prospettiva, “riflettere sulla potenza che, come singoli e come collettività, siamo diventati capaci di produrre”. In fondo, l’obiettivo è uno solo: migliorare il nostro mondo.

GENERE
Saggistica
PUBBLICATO
2018
13 settembre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
288
EDITORE
Feltrinelli Editore
DATI DEL FORNITORE
Giangiacomo Feltrinelli Editore Srl
DIMENSIONE
1,1
MB

Recensioni dei clienti

eissad64 ,

Riflessioni profonde riguardo alla tecnica e alla tecnologia

Un libro profondo, illuminante. Che ripercorrendo con agilità e pregnanza di significato la filosofia, la politica e la sociologia sottese all’evoluzione dell’organizzazione dell'uomo a partire dal periodo delle religioni assiali, approda agli ultimi decenni contemporanei, dominati dalla nuova pretesa di potere assoluto insito nella tecnica e nella tecnologia. Il movente del divenire dell’uomo nella storia è la sua “eccentricità”, il suo non bastare a se stesso e dunque il suo protendersi inesausto verso cio’ che ancora non è. L’autore documenta che l’assolutizzazione di questa naturale inclinazione ,ha prodotto nella storia i drammi più dolorosi e anche ora che la tecnica, che non cerca per sua natura il senso, pretende di annullare i fini a favore della moltiplicazione dei mezzi, si paventa questo scenario. L’autore tuttavia prospetta un esito diverso, positivo ed arricchente, attraverso la cosiddetta “deponenza”: la possibilita’ dell’uomo di esercitare, in modo selettivo, l’astensione dall’esercizio della potenza che progressivamente l’uomo ha creato. Cio’ è possibile attraverso il discernimento e il riconoscimento del limite che altro non è che lo spazio vuoto che, in modo irriducibile esiste tra cio’ che siamo e cio’ che vorremmo essere. Questo vuoto e’ lo spazio che ci consente di esercitare la nostra autentica libertà umana. Un testo che consiglio di leggere, per avere degli spunti di riflessione e di interpretazione della realtà che aiuti a maturare una consapevolezza più profonda. Il libro e’ in alcune pagine di non facile lettura. Poderosi sono i rimandi bibliografici.

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