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Descrizione dell’editore

Un quadro politico desolante, un'economia in stallo, lo spettro del «default», lo spauracchio della secessione, il baratro che si allarga tra «casta» e «antipolitica», i giovani senza prospettive. Mentre celebriamo un secolo e mezzo dello Stato unitario, l'Italia ci appare fragile, declinante, immobile, divisa.
Per superare i rischi di una decadenza del posto dell'Italia nel mondo e del nostro benessere, dobbiamo guardare oltre le differenze politiche, sociali, territoriali, le convenienze personali e familiari, il campanilismo e il localismo. Soprattutto, dobbiamo ricominciare a sentirci una comunità, che voglia impegnarsi in un progetto condiviso.
La parola «patria», sequestrata dal nazionalismo del «sangue e suolo», bandita dall'internazionalismo marxista, è rimasta estranea, per ragioni storiche e ideologiche, alle tradizioni culturali prevalenti nel nostro paese. Tuttavia oggi, per evitare le opposte derive del mondialismo omologante e del proliferare di egoismi di luogo e di gruppo, diventa indispensabile rifondare una identità collettiva che non si fondi su condizioni date - il sangue, il territorio, la lingua, la religione -- ma su valori e obiettivi condivisi.
Emanuele Conte e Roberto Della Seta ci offrono una riflessione insieme storica e politica sul concetto di patria e sul ruolo che esso ha avuto nella cultura e nella storia del nostro paese. Per proiettarlo nel futuro, come risorsa modernissima al servizio dell'interesse comune degli italiani.

GENERE
Politica e attualità
PUBBLICATO
2011
20 ottobre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
157
EDITORE
Garzanti
DIMENSIONE
1.9
MB

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