Poesie
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Descrizione dell’editore
In una Milano assediata dal potere straniero e intorpidita dall'ipocrisia, la voce di Carlo Porta irrompe come un fiume in piena. Impiegato statale sotto francesi e austriaci, il poeta sceglie il dialetto milanese non come lingua minore, ma come strumento affilato di verità. I suoi versi restituiscono parola agli ultimi: l'operaio, il povero storpio, e soprattutto la Ninetta, prostituta del Verzee, il cui monologo si leva come uno dei più strazianti capolavori della nostra letteratura.
Questa raccolta attraversa l'intero universo portiano: la satira feroce contro frati ipocriti e nobiltà parassita, i sonetti politici che bruciano ancora di rabbia antiaustriaca, e l'invenzione linguistica folgorante di un autore che Stendhal amava e che Dante stesso rivestì di panni milanesi.
Le Poesie di Carlo Porta sono molto più di un monumento dialettale: sono il ritratto vivo e pulsante di un'epoca, un controcanto popolare alla storia ufficiale, una lezione di umanità che attraversa i secoli senza perdere un grammo della sua forza. Scoprire Porta significa entrare in una Milano che non c'è più, ma che in queste pagine respira ancora, ride, piange e maledice con la potenza del genio.