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Descrizione dell’editore

Gianpaolo Anderlini svela attraverso il suo saggio la sessualità celata nei testi sacri della tradizione ebraica e conduce una ricerca approfondita dei testi biblici che per la loro carica di passione potrebbero essere erroneamente attribuiti ad un poeta erotico. La Bibbia non è sessuofoba, dunque, nelle sue storie la sessualità è un tratto distintivo dell’uomo e della donna, un universo complesso di atteggiamenti, sentimenti e pulsioni che vanno al di là di ogni possibile normalizzazione.
La forza travolgente e incontrollabile del desiderio muove le parole di Salomone anche nel celebre Cantico dei cantici. La lingua dei profeti è ricca di metafore sessuali, da Isaia, a Geremia, a Osea e, soprattutto, a Ezechiele. Il sesso è dunque un elementopositivo e tutto ciò che lo riguarda, in quanto connesso alla fonte della vita, sia nell’elemento maschile sia in quello femminile, è visto come necessario. E se è necessario, secondo il piano di Dio, l’uomo non può astenersene.
La tradizione ebraica può, forse, essere considerata misogina, ma non è per nulla sessuofoba. Non invita all’astensione dal sesso, non idealizza la castità e il celibato: piuttosto lascia all’uomo e alla donna lo spazio per definire le modalità della loro intimità, secondo i modi e i tempi stabiliti dalla Halakà, la via giusta da percorrere.

GENERE
Storia
PUBBLICATO
2016
1 gennaio
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
200
EDITORE
Compagnia editoriale Aliberti
DIMENSIONE
544.3
KB

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