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Descrizione dell’editore

Soltanto il racconto delle passioni umane non risulta noioso, scrive Isaac Bashevis Singer, a interessarlo, sono le infinite variazioni e tensioni proprie dei rapporti tra i sessi, l’abisso delle superfici carnali, l’idea che l’eros sia l’unica fiamma di candela nel buio della sopravvivenza. Eros in forma di caos, storie e vite di esuli la cui esistenza si contorce in un mal di vivere che trova pace solo nel vitalismo amoroso, eroi rotolati a New York e sopravvissuti alla Shoah che hanno perso tutto e a cui resta soltanto la vitalità del desiderio. Perché per questi profughi, in definitiva, l’eros diventa il solo lenimento possibile al dolore di vivere. Bulimia erotica, pulsioni distruttive, ironia, humour, tutto trova spazio per Singer in una dimensione spirituale, scrive Fiona Diwan, poiché da sempre Singer si focalizza sull’aspetto mistico dell’esperienza. Nel trentennale della morte dell’ultimo grande scrittore della letteratura yiddish, un saggio che con pacata emozione ed esauriente eleganza, come scrive Antonia Arslan nella sua introduzione, affronta le fonti remote della passione vitalistica di Singer: le donne, Dio e la letteratura. E il mondo della Yiddishkeit guardato con nostalgia etica, attraverso l’affabile e premuroso narcisismo dei suoi personaggi, vittime e contemporaneamente carnefici, animati da un’insaziabile fame carnale e dal bisogno di riscattare la vergogna di essere rimasti in vita.

GENERE
Narrativa e letteratura
PUBBLICATO
2021
9 luglio
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
360
EDITORE
GoWare & Guerini Associati
DIMENSIONE
2,1
MB