"Bilancia"
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"Bilancia"
crepe
Una crepa nel silenzio,
come una linea sottile sul vetro,
e tutta la luce, frammenti,
caduto ai miei piedi.
Non so se il mondo si è rotto,
o solo la mia voce,
ma il respiro trema,
lì nella fessura del tempo.
Albeggiato con un suono
come se qualcosa si fosse rotto dentro,
un vecchio orologio o un cuore,
Non faccio distinzioni.
Le strade sono bagnate,
i passi sono stranieri,
e la città — un ricordo,
che scricchiola ai bordi.
Il fruscio alla finestra
Sembra un sussurro spezzato,
una volta era una canzone,
ora sanguina.
Il sipario rompe la mia forma,
due pezzi di me stesso,
metà se ne va,
l'altro rimane crepato.
Ho sentito il muro parlare,
non parole — ombre,
crepe sulla superficie,
ma nel profondo, un abisso.
Il mio nome è andato in frantumi,
sulle tue labbra — pietra,
Anch'io conto i miei pezzi,
uno alla volta, sul pavimento.
L'ignoto sta nell'angolo,
con un viso nuvoloso come la pioggia,
eppure i suoi occhi
Conoscono i miei difetti.
Non parliamo, passa e basta,
e lascia dietro di sé
uno specchio rotto,
e un cielo senza centro.
Il ponte trema sotto i miei passi,
come se l'acqua cercasse di risucchiarmi,
E non sto in equilibrio sul nulla,
con i palmi pieni di crepe.
Il fiume sottostante è profondo,
come una domanda senza risposta,
ogni tavola scricchiola,
ogni respiro una decisione.
Il mio corpo è uno specchio rotto,
La perdita si rifragge nei tuoi occhi,
e nei miei palmi,
memoria nitida come il vetro.
Cammino sulle ombre,
Cerco un raggio di luce,
ma la frattura si approfondisce,
Anch'io ci sto scivolando dentro.
Notte senza stelle,
il cielo si estendeva come la pelle,
è strappato,
e l'oscurità gocciola dalle sue cuciture.