Contro il progresso
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- Expected 13 Feb 2026
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Publisher Description
Un libro radicale e vitale, un invito a ripensare da capo il futuro
«Žižek è come Socrate sotto steroidi… un'intelligenza che toglie il fiato»
Terry Eagleton
«Žižek si conferma un pensatore sempre provocatorio e profondamente interessante»
The Guardian
«Il filosofo più pericoloso d'Occidente»
The New Republic
In un’epoca segnata da crisi ecologica, guerra, derive autoritarie e nuove oligarchie, che fine ha fatto il «progresso»? Ha
senso parlarne ancora? Secondo Slavoj Žižek sì, ma per mostrarne l’evoluzione, o l’involuzione: da promessa di emancipazione universale a concetto vago, intrappolato da illusioni tecno-liberali, nostalgie autoritarie e speranze imbelli. Di questo «progresso», Contro il progresso smonta tutti i falsi miti: dalla «fine della storia» di Fukuyama all’ecomarxismo di Kohei Saito, fino all’accelerazionismo tecnologico e alla «crescita sostenibile» – e, ovviamente, all’intelligenza artificiale.Vi trova la sua parte anche il meccanismo psichico del disconoscimento, fondamentale per capire perché le cose vanno così, cioè il paradosso per cui andiamo al lavoro, guidiamo auto, mangiamo carne, buttiamo via ciò che non vogliamo più, facciamo figli come se il pianeta non stesse bruciando, come se le nostre società non si stessero trasformando in oligarchie neofasciste. Eppure, Contro il progresso si rivela, in definitiva, un libro ottimista: ottimista per l’energia, la rabbia, per la resistenza a ogni deriva passiva. Nelle parole dello stesso Žižek, «non si vuole affatto suggerire di abbandonare il progresso: dobbiamo ridefinirlo, poiché ogni passo in avanti che meriti il nome di ‘progresso’ comporta una radicale revisione del concetto stesso di progresso».