Dolci le mie parole
Le più belle poesie scelte e introdotte da Giordano Bruno Guerri
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Publisher Description
Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
su l’alta scala che s’annera
contro il fusto che s’inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
ove il nostro sogno si giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l’acqua del cielo!
Ci sono, nell’esistenza di ognuno, stagioni irripetibili che brillano come una supernova, il cui bagliore si irradia per decenni anche dopo la sua fine. Per d’Annunzio il periodo a cavallo tra i due secoli fu il più prolifico di una lunga parabola letteraria. Abbandonata la prosa di novelle e romanzi, nel corso di qualche estate scrisse la bellezza di ventimila versi.
Risalgono alla mirabile stagione del 1902 La pioggia nel pineto e altre memorabili poesie – un prodigio dopo l’altro.
Sulle spiagge toscane svaniva l’estate e sui taccuini di Gabriele nascevano, giorno dopo giorno, i versi indimenticabili e musicali di un nuovo Pan tornato sulla terra per celebrare il linguaggio nascosto e misterioso delle cose.