L'alba delle menti artificiali
Viaggio nella coscienza condivisa tra uomo e macchina
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Descripción editorial
Siamo davvero noi a guidare le macchine — o sono loro a guidare noi?
Negli ultimi vent’anni abbiamo creduto di vivere la stagione più libera della storia. Condivisione, creatività, partecipazione. Poi ci siamo svegliati: non eravamo solo utenti, ma materia prima per modelli predittivi, reti sociali e algoritmi invisibili.
L’alba delle menti artificiali racconta questo passaggio epocale senza catastrofismi né trionfalismi.
È un percorso dentro la trasformazione digitale che ci ha portati dall’entusiasmo ingenuo delle prime piattaforme fino all’era dell’intelligenza artificiale generativa — dove il confine tra umano e macchina non è più evidente, e forse non è più neppure rilevante.
Non è un manuale tecnico.
Non è un saggio accademico.
È un invito a capire come siamo arrivati qui e che ruolo vogliamo avere nel prossimo capitolo.
Capitolo dopo capitolo, il libro attraversa:
l’illusione della libertà digitale e il meccanismo della sorveglianza “gentile”; i movimenti che hanno provato a difendere un’altra rete (software libero, fediverso, decentralizzazione); la nascita dell’iper-intelligenza e il lutto per la nostra presunta unicità; la paura irrazionale e la fascinazione cieca per l’IA; l’idea di un’alleanza imperfetta tra intelligenza umana e artificiale; la necessità di coltivare dubbio, lentezza e responsabilità nella progettazione del futuro.
Niente toni messianici, niente ricette miracolose.
Solo una domanda di fondo: come restiamo umani mentre conviviamo con la mente che abbiamo creato?
È un libro per chi vuole capire, senza farsi raccontare favole.
Per chi non accetta l’idea che “è tutto inevitabile”.
Per chi vede nella tecnologia un territorio da esplorare — non un altare e nemmeno un nemico.
L’IA non ci ruba libertà: ce ne ricorda il prezzo.