"Nomade"
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"Nomade"
Un'antologia di versi
Questa raccolta di poesie riflette il viaggio del Nomade attraverso paesaggi diversi, esplorando gli aspetti interni ed esterni della loro ricerca di significato e connessione. Ogni poesia cattura una sfaccettatura diversa della loro avventura, mescolando immagini vivide con una profonda risonanza emotiva.
La partenza
Lascio le strade che mi hanno trattenuto
nel loro abbraccio di pietra e acciaio,
una città che portava il suo polso come una corona,
dove i volti passavano come fiamme tremolanti,
e le risate risuonavano nella piazza del mercato
come l'acqua sulle rocce frastagliate.
Lì ho sentito il peso delle radici che tiravano,
ma i miei piedi divennero irrequieti, il mio cuore una vela.
Sono stato attratto dal sussurro dei venti lontani,
la promessa di luoghi invisibili, sconosciuti.
Io me ne vado, non con tristezza, non con gioia—
solo la silenziosa urgenza di un uccello solitario
staccandosi dal suo gregge.
L'arrivo della guida
Ai margini della città, un'ombra attende —
una figura avvolta nel crepuscolo, metà luce , metà oscurità.
Parla per enigmi creati dall'aria del crepuscolo,
parole come ciottoli gettati in un pozzo,
ogni sillaba si increspa nel profondo.
"Chi sei?" chiedo,
ma lui sorride soltanto, un sorriso a mezzaluna,
e sussurra: "Segui i sentieri che ti chiamano,
ascolta le pietre sotto i tuoi piedi."
Poi se ne va, un filo di fumo
perduta nel vento della sera.
Un mercato di sussurri
Nel cuore di una città avvolta da neon e rumore,
dove i venditori cantano le loro merci come antichi inni,
e l'aria è densa di zafferano e incenso,
Vago in un mercato di storie.
Qui una donna vende la seta tessuta al chiaro di luna,
ogni filo è intessuto dai sogni degli amanti di mezzanotte.
Lì, un uomo con gli occhi come vetri rotti
offre mappe di luoghi che non esistono,
oppure solo negli spazi tra un respiro e l'altro?
Mi muovo tra loro, silenzioso come il fumo,
ascoltando gli echi di una voce,
una melodia che si allontana appena fuori dalla nostra portata.
Sto cercando, sto sempre cercando—
Per quale motivo, non lo so ancora.
I segreti del mare
In un villaggio sul mare, dove le onde
sussurrare segreti alle rocce,
Mi siedo sul bordo del mondo,
dita dei piedi immerse nel sale e nella schiuma,
osservando i gabbiani che disegnano linee argentate nel cielo.
Il mare parla in lingue di dolore e di canto,
la sua vasta distesa è uno specchio della mia.
Mi chiedo, mentre guardo le maree andare e venire,
se il mare si stancasse mai della sua irrequietezza,
la sua danza eterna con la riva.
Un pescatore mi racconta storie di creature
che vivono sotto le onde, invisibili, sconosciuti,
e penso che forse sono uno di loro—
una creatura che cerca la luce nelle profondità.
Nell'abbraccio del deserto
Il deserto è un luogo di oblio,
dove le sabbie si spostano come ricordi nel vento,
dove i miraggi tremolano come fantasmi in lontananza,
e il sole brucia tutto ciò che è superfluo.
Cammino tra dune che si ergono come antiche tombe,
ogni passo un viaggio nel silenzio,
in un paesaggio che non promette nulla
ma la promessa di se stessa, vasta, infinita,
una tela per i vagabondaggi dell'anima.
Qui sento il peso del mio stesso essere,
spogliato di tutto tranne che del respiro e del battito cardiaco,
e so che sono più vicino a me stesso
di quanto non lo sia mai stato.
L'avvertimento dello straniero
Una figura appare all'estremità dell'orizzonte,
una sagoma contro la luce morente.
I suoi occhi sono ombre, la sua bocca una linea
incisi da anni di sole e sabbia.
“Attenti alle ombre che vi seguono,”
dice, con la voce che risuona come ghiaia sotto i piedi.
“Hanno fame e conoscono il tuo nome.”
Non chiedo chi sia,
o perché parla per avvertimenti ed enigmi.
Annuisco soltanto, sentendo il peso delle sue parole
sistemati nelle crepe delle mie ossa.