Narcotici
Nicotina, Alcol, Cocaina, Peyote, Morfina, Etere
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- 115,00 kr
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Publisher Description
In sintonia con gli scritti ben noti di De Quincey e Baudelaire, risalenti a un secolo prima, e con quelli dei suoi contemporanei Walter Benjamin e Jean Cocteau, prefigurando inoltre gli scritti successivi di Aldous Huxley e Carlos Castaneda sulle droghe psicoattive, Witkacy scrisse "Narcotics" nel 1930 per discutere e documentare non solo le sue sperimentazioni con diverse sostanze, ma anche la natura stessa della dipendenza e l'atteggiamento sociale prevalente verso le droghe, in particolare quelle considerate "accettabili". A causa dell'incremente della meccanizzazione della vita, Witkacy riteneva che un senso del metafisico potesse essere raggiunto solo attraverso mezzi artificiali, e come Henri Michaux, produsse un'ampia serie di opere d'arte visive uniche mentre era sotto l'influenza di diverse sostanze.
Questo libro, "Narcotics", scritto da Witkacy, è caratterizzato da un tono errante, acido e burlesco, ricco di neologismi ed espressioni provenienti da lingue come il tedesco, il francese, l'inglese e il russo. In esso, Witkacy analizza la società polacca, il mondo dell'arte e anche se stesso, mettendo in evidenza l'ipocrisia che circonda l'uso delle droghe. Sin dalla sua prima pubblicazione negli anni '30, "Narcotics" ha ottenuto uno status di culto in Polonia, dove è considerato sia un classico modernista che un esempio di follia alla maniera di Witkiewicz. Questa edizione, la prima traduzione completa in italiano, include una seconda appendice scritta in seguito, passaggi dal romanzo "Addio all'Autunno" e varie riproduzioni a colori di una selezione di ritratti per mostrare come diverse sostanze abbiano influenzato l'arte di Witkacy.