Futuri accessibili
Disabilità e tecnologia
-
- $11.99
-
- $11.99
Publisher Description
La tecnologia viene spesso presentata come la risposta naturale alla disabilità: un dispositivo, una protesi, un intervento capace di “aggiustare” il corpo e ricondurre la vita entro una norma condivisa. Ma chi decide che cosa va corretto, secondo quali criteri e con quali conseguenze concrete per le persone coinvolte? In Futuri accessibili Ashley Shew entra nel cuore di questa narrazione dominante e la mette radicalmente in discussione, con uno sguardo lucido, diretto e mai astratto. Il libro prende avvio da una domanda tanto semplice quanto scomoda: quando la tecnologia promette di migliorare le vite delle persone disabili, mantiene davvero questa promessa? Attraverso il concetto di “tecnoabilismo”, Shew mostra come l’innovazione tecnologica non sia né neutra né automaticamente emancipativa. Protesi, dispositivi assistivi e soluzioni digitali sono spesso progettati a partire da standard rigidi di normalità, che finiscono per escludere, imporre adattamenti forzati e spostare il peso della “correzione” sui corpi, anziché sui contesti sociali e materiali. Il racconto intreccia analisi critica ed esperienza vissuta: l’amputazione subita dall’autrice, la vita protesica, la manutenzione continua, la dipendenza dalle infrastrutture, i costi emotivi, le decisioni prese da altri. Un insieme di esperienze che raramente trova spazio nel dibattito pubblico su disabilità e tecnologia, ma che ne rivela con chiarezza le implicazioni quotidiane.
È a partire da questo sfondo che Futuri accessibili propone un cambio di prospettiva: le persone disabili non come destinatarie passive del progresso, ma come produttrici di saperi, pratiche e criteri alternativi per valutare ciò che conta davvero. Il libro non rifiuta la tecnologia, ma la sottopone a una domanda esigente, spostando l’attenzione dalla promessa astratta di miglioramento a ciò che, nella realtà, incide sulle possibilità di vivere, muoversi e autodeterminarsi. In gioco non c’è solo l’idea di progresso, ma la possibilità di ripensarlo in modo più giusto e accessibile.