Pharmageddon
Eclissi della cura e marketing della medicina
-
- $17.99
-
- $17.99
Publisher Description
Malattie, vaccini, psicofarmaci, pubblicità e denaro. L’intreccio da cui può risultare o meno la nostra salute è molto complesso. Professore di psichiatria presso l’Università di Bangor del Galles nel Regno Unito, David Healy è un protagonista e testimone della rivoluzione avvenuta in psichiatria con la scoperta e l’introduzione nella pratica clinica degli psicofarmaci, che hanno cambiato il destino dei malati mentali, la medicina e la società stessa. Si è inoltrato con coraggio nella variegata architettura della sanità occidentale tra case farmaceutiche, agenzie pubbliche di controllo come i ministeri della sanità e campagne mediatiche. In questo volume, l’autore passa in rassegna i numerosi problemi posti dal controllo che l’industria farmaceutica esercita sulla medicina moderna, mettendo in luce un sistema a incastro, che a volte diventa una ragnatela di errori pagati dai pazienti. Con il coraggio della sua competenza, Healy suggerisce alcune vie d’uscita a partire da una lettura diversa dell’efficacia dei farmaci. In un momento storico in cui l’abuso di farmaci viene scambiato per cura, la riflessione culturale suscitata da questo inedito restituisce dei fondamentali interrogativi sulla funzione sociale della medicina.
PUBLISHERS WEEKLY
"We are quite literally taking drugs to save the lives of companies who have a greater interest in the vitality of the diseases they market drugs for than in our well-being," argues British psychiatrist Healy (Let Them Eat Prozac) in this scathing critique of the $900 billion global pharmaceutical industry. Healy chronicles the rise of blockbuster drugs like Prozac and Vioxx and how drug companies hyped them while downplaying their hazards. He takes particular aim at the outsourcing to private companies of clinical drug trials, once the domain of the National Institutes of Health and academics and now a $30 billion industry. He is particularly incisive on how the drug industry distorts medical care by, say, encouraging the use of statins like Lipitor rather than advising patients to lose weight. But he seems contrarian in opposing chronic disease management because it provides drug companies the opportunity for long-term sales of drugs that manage, but do not cure, a condition. Still, Healy's contrarian streak and sharpness make this a disturbing, well-documented indictment that echoes many others in recent years, and one worth heeding.