Solo
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Publisher Description
Diviso in due movimenti, Solo racconta la vita e i sogni di Ulrich, un chimico bulgaro nato nella prima decade del Ventesimo secolo.Nel primo movimento del romanzo Ulrich, ormai cieco e vecchissimo, chiuso in un anonimo appartamento di Sofia, si abbandona ai ricordi e rievoca la sua vita. Figlio di un ingegnere ferroviario, poco più che bambino, Ulrich ha due grandi passioni: il violino e la chimica. Negatagli la prima dal padre, parte per la Berlino di Einstein e Fritz Haber per approfondire la seconda. Ma i suoi studi sono interrotti quando la fortuna di famiglia si estingue e deve tornare a Sofia per aiutare i genitori. Non lascerà più la Bulgaria. Le ambizioni professionali che gli rimangono sono seppellite prima dall'avvento del comunismo e poi da quello del capitalismo selvaggio. Quella di Ulrich è una vita fallimentare, ma, avvicinandosi alla fine, si rende conto di come le frustrazioni della sua esistenza siano state un terreno fertile per la creazione di una vita sognata. E sono questi sogni che vanno a comporre la volatile seconda parte del libro.Nel secondo movimento, in un rapido balzo dal passato al presente, da vite vissute a vite fantasticate, Dasgupta segue i figli immaginari di Ulrich, che, pur nati nel comunismo, si fanno strada in un mondo post comunista fatto di celebrità e violenza: Boris, musicista bulgaro nato poverissimo che diventa una star mondiale; Khatuna, sensualissima giovane moglie di un boss della mafia georgiana costretta alla fuga dopo l'omicidio del marito, e suo fratello Irakli, poeta. Personaggi e moventi s'intrecciano con il ritmo del sogno dietro alle palpebre dell'anziano narratore che vede i suoi figli sognati, variazioni sul tema della sua vita, tentare di vivere come a lui non è riuscito.Grazie al sapiente intreccio di scienza ed emozioni, vecchio e nuovo mondo, reale e immaginato, Solo si rivela un'opera di grande virtuosismo e fascino visionario.
PUBLISHERS WEEKLY
Winner of the U.K.'s Commonwealth Prize, Dasgupta's second book (after Tokyo Canceled) is bold, enigmatic, and thought-provoking. After his pragmatic father crushes Ulrich's passion for music, he turns to chemistry, a subject that takes him to Berlin, "the capital of world science," during the ebb of the Ottoman Empire. He works alongside researchers on the forefront of discovery and shares the halls with Albert Einstein. But WWI forces him back home to Bulgaria and into a bookkeeping job at a chemical plant, where years of political upheavals leading to communism drive Ulrich into a private world of experimentation that ends decades later when he's blinded in an accident. Yet his mind remains very much alive, and the "second movement" of the book reveals a richly imagined world involving a Bulgarian musical prodigy, an American executive, and Georgian siblings whose lives all intersect in New York. With this ambitious structure, Dasgupta's subtle architecture gives rise to questions of modernity, memory, and human failures. Lucid prose and a narrative scheme both demanding and inchoate reveal a writer beginning to deploy his considerable powers.