Virgilio, no
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Publisher Description
Come in un film di Jean Cocteau, due figure dalle sembianze umane si muovono al rallentatore, frenate da un ostacolo invisibile. A fatica, una dietro l’altra, avanzano su una superficie desertica spazzata da un vento che toglie il respiro e impedisce loro di rivolgersi la parola.
Cominciano così, con una scena muta, le peripezie di Wittig (alter ego dell’autrice di Virgilio, no) e della sua guida Manastabal, protagoniste di un viaggio «classico e profano» che le condurrà in una San Francisco a un tempo reale e onirica, allucinata e dolente, capitale delle controculture omosessuali e insieme versione miniaturizzata di un regime patriarcale che sembra uscito indenne dalle contestazioni degli anni Sessanta e Settanta.
Moderna, del resto, non è solo l’ambientazione del rocambolesco pellegrinaggio intrapreso dalle due fuggitive in questa riscrittura della Commedia dantesca. Moderna, in senso proprio, è la sua inserzione all’interno di una topografia interamente secolarizzata, volta a straniare la percezione del reale da un punto di vista lesbico e femminista. Troviamo così i gironi di un inferno eterosessuale popolato da «anime perdute», sottoposte a supplizi atroci che non puniscono alcuna colpa morale e riflettono semmai l’impotenza di queste sventurate a ribellarsi contro i veri nemici; il limbo lesbico dove trovare un rifugio, prezioso ma precario, dalla disperazione; e, a sprazzi fugaci, le apparizioni paradisiache di una nuova dimensione dell’umano, al di là del genere e delle classi di sesso.
È perlustrando questo spazio tridimensionale che Wittig e Manastabal ritroveranno le parole in cui si concentra tutta l’energia drammatica dell’ultimo romanzo di Monique Wittig, e forse anche il segreto della passione attiva che lo anima.
«Non siamo all’inferno per dare torto alle anime perdute ma per indicare loro, all’occorrenza, il passaggio per uscirne.»