Aristocrazia 2.0
-
-
3,5 • 6 valutazioni
-
-
- 9,99 €
-
- 9,99 €
Descrizione dell’editore
Aristocrazia significa in origine «governo dei migliori» ma nei secoli è passata a indicare il potere dei privilegiati per nascita. L’Italia di oggi soffre di una cronica mancanza di ricambio meritocratico nella sua classe dirigente, imprenditoriale e politica, che la sta condannando al declino. Aristocrazia 2.0 è il progetto possibile di una nuova élite del talento e della competenza che può portare finalmente il nostro Paese fuori dalla palude di impoverimento e decadenza in cui si trova da quarant’anni a questa parte, resa ancora più profonda dalla pandemia di Covid. Per vincere la sfida della rinascita l’Italia deve introdurre la cultura del merito a scapito dei privilegi delle rendite che insieme agli eccessi dell’egualitarismo e alla furbizia anti-regole hanno costituito un blocco che ha frenato finora lo sviluppo e le opportunità.
Nel suo nuovo libro Roger Abravanel analizza i vizi del sistema economico e sociale nazionale e ricostruisce i passaggi della storia imprenditoriale italiana degli ultimi decenni, spiegando perché abbiamo accumulato un ritardo non solo economico ma di pensiero rispetto ai Paesi leader in Occidente e nel mondo asiatico. Per salvare un’economia che negli ultimi trent’anni ha perso 32 punti di Pil, sarà necessario mettere in moto un nuovo capitalismo, con al centro una fucina di idee nelle università d’eccellenza, e un riequilibrio dei poteri pubblici a partire da quello giudiziario.
Un’analisi spietata che avanza proposte concrete per una svolta non più rimandabile.
Recensioni dei clienti
Ottimo excursus dei problemi italiani
I contenuti sono ottimi e condivisibili da un liberale. L’autore, giustamente, non si fa problemi a sparare a zero su noti capitani d’industria, magistratura, Università, Confindustria, Mediobanca e altri correi dei mali italiani. Tra l’altro, ci sono interessanti accenni ai retroscena di alcune delle operazioni di M&A più importanti degli ultimi anni. La lettura fa mettere le mani nei capelli nell’aprire gli occhi sullo stato del nostro paese. Spero Draghi lo legga. Se fossi nella stanza dei bottoni, il primo dei problemi che affronterei è il “familismo” che ha portato al “piccolo è bello”. Visto che da noi non funziona la moral suasion contro la nomina di manager non all’altezza, introdurrei un punteggio che rispecchi la professionalità del management. Aziende con punteggio alto dovrebbero avere grandi incentivi e viceversa.