Il follemente corretto
L'inclusione che esclude e l'ascesa della nuova élite
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3,8 • 8 valutazioni
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- 11,99 €
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Descrizione dell’editore
Come aveva fatto con La società signorile di massa, anche in questo libro Luca Ricolfi inventa una categoria sociologica nuova – il follemente corretto – per descrivere un fenomeno prepotentemente esploso negli ultimi dieci anni. Il politicamente corretto era nato, negli anni ’70, con lo scopo di promuovere coesione sociale e rispetto dei soggetti più deboli. Ma la sua metamorfosi in follemente corretto, resa possibile dalla straordinaria espansione delle reti di comunicazione e dei social, ha finito per ottenere l’effetto contrario: il nuovo credo non solo restringe drammaticamente la nostra libertà di espressione, ma genera profonde fratture sociali che favoriscono l’ascesa di una nuova élite, autoreferenziale e lontanissima dal vivo sentire dei ceti popolari. L’autore conduce questa riflessione sia in termini fenomenologici – raccogliendo e raccontando decine di casi emblematici che mostrano il follemente corretto in azione – sia in termini analitici, mettendo a nudo il meccanismo che lo genera e ne assicura la propagazione. Luca Ricolfi affonda la critica in modo inesorabile, coraggioso, contro-intuivo, non risparmiando la politica, la scuola, l’economia, i social network, i nuovi poteri forti che, in nome dell’inclusione, stanno alimentando forme inedite di esclusione ed emarginazione dei più deboli.
Recensioni dei clienti
"Follemente Corretto"
è un libro consigliato a chiunque sia interessato a comprendere le dinamiche del linguaggio inclusivo e a riflettere criticamente sulle proprie modalità di espressione. Pur presentando alcune sezioni che richiedono una maggiore concentrazione, il libro offre un'analisi approfondita e stimolante di un tema cruciale della nostra società.
Mediocre e deludente
L’autore critica il "follemente corretto" ma nel contempo non fa che citare le femministe in tutte le pagine, come se fossero le uniche degne di attenzione, dimenticando che l’ideologia woke ha i suoi prodromi proprio nel movimento femminista. Gli uomini nel libro non vengono considerati, così come le donne non femministe. Insomma, un altro Rampini che critica le follie woke e poi vota per la sua massima esponente politica. Libro scontato e piuttosto deludente nelle sue conclusioni.