L'arte della gioia
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3,9 • 61 valutazioni
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- 9,99 €
Descrizione dell’editore
«Il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione». Cesare Garboli
L'arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998.
Ma soltanto quando uscí all'estero - in Francia, Germania e Spagna - ricevette il giusto riconoscimento.
Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l'arte della gioia». Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall'inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica, le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.
Recensioni dei clienti
Fino a metà
Ho letto questo libro con stupore, perplessità e fascinazione fino a metà. Poi ha cominciato ad annoiarmi e l’ho abbandonato..
Arte della Gioia
Un fulgido racconto, serrato e avvincente. Una prosa che conquista e seduce. Un ritratto realistico e non retorico dell’anima italiana del primo novecento.
Un’opera da leggere, da urlare nell’anima dei giovani, da antologizzare perché la scuola diventi scuola dell’anima.
Vera gioia
Feltrinelli lo definì canone narrativo ottocentesco. ridicolo!
Un libro spietato per accuratezza sociologica, esistenziale, politica ed anche storica.
Un libro non femminista in quanto “rivendicazione” ma perché da una visione
/testimonianza della donna libera e quindi “completa”.
Facile che maschietti ancora in ritardo per questa comprensione lo abbiano rifiutato per tanti anni
Magnifico!
Carlo Martin