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Descrizione dell’editore

Prima scena.
Calciobalilla, flipper, videogioco. Prendetevi mezz'ora e passate dall'uno all'altro, in quest'ordine. Pensavate di giocare, invece avete attraversato lo spazio che separa una civiltà, quella analogica, da un'altra, quella digitale. Siete migrati in un mondo nuovo: leggero, veloce, immateriale.

Seconda scena.
Prendete l'icona che per secoli ha racchiuso in sé il senso della nostra civiltà: uomo-spada-cavallo. Confrontatela con questa: uomo-tastiera-schermo. E avrete di fronte agli occhi la mutazione in atto. Un sisma che ha ridisegnato la postura di noi umani in modo spettacolare.

«Qualsiasi cosa si pensi del Game, è un pensiero inutile se non parte dalla premessa che il Game è la nostra assicurazione contro l'incubo del Novecento. La sua strategia ha funzionato, oggi le condizioni perché una tragedia come quella si ripeta sono state smantellate. Ormai ci siamo abituati, ma non va mai dimenticato che c'è stato un tempo in cui, per un risultato del genere, avremmo dato qualsiasi cosa. Oggi, se ci chiedono in cambio di lasciare la nostra mail ci innervosiamo».

GENERE
Arte e intrattenimento
PUBBLICATO
2018
2 ottobre
LINGUA
IT
Italiano
PAGINE
336
EDITORE
Einaudi
DIMENSIONE
6.9
MB

Recensioni dei clienti

radiofreccia ,

Un gioco ci salverà

Rimane la sensazione di essere stati accompagnati da un Virgilio post moderno, Baricco, nelle viscere della rivoluzione informatica prima e nell'odierno purgatorio digitale poi, accennando infine al mondo nuovo dell'intelligenza artificiale, sempre praticando il dubbio novecentesco, nella consapevolezza però che nel Game non è necessario, perché il Game la sua verità l'ha portata in superficie e ne ha fatto identità. Baricco vuol condividere con i lettori una speranza, che non sia tradita la ricerca di vibrazioni umane, molto umane, dei creatori del Game e il loro desiderio di "mai più" razionalizzare la distruzione del pianeta.

Sioux74 ,

Umano-post umano

Il libro offre una visuale curiosa e non banale sulla ‘postura’ dei nostri tempi, dove il Game e’ il mondo umano-post-umano che si e’ delineato a partire dalla nascita dell’era digitale; Baricco lo guarda, a volte con enfasi positivista, a volte con perplessita’ e cautela, individuandone i cambi di paradigma umani e sociali.
Non c’e’ pero’ una tesi di fondo forte ma una serie di riflessioni a volte un po’ contradditorie, forse perche’ iin fondo la sintesi spetta al lettore-post-lettore.
Mi chiedo se Baricco abbia letto Lyotard e la sua Condizione Postmoderna, che 50 anni fa inquadrava questo umanesimo evolutivo in modo lucido e piu’ sistematico, anche se forse un po’ meno umano.

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