Ti prego lasciati odiare
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4,1 • 2.480 valutazioni
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- 2,99 €
Descrizione dell’editore
PREMIO BANCARELLA 2013
Se è un caso editoriale ci sarà un perché
Il romanzo che tutti ameranno
Divertente e romantico come Notting Hill
Scelto dai lettori grazie al passaparola
«Io e te siamo un errore», gli ripeto ancora, ma lui non si scompone.
«E allora facciamo questo errore, al resto penseremo dopo», mi dice.
E se quell'odio nascondesse amore?
E se Lei provasse qualcosa per quell’arrogante e detestabile collega?
E se dietro quel fare presuntuoso di Lui ci fosse altro?
Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente.
E così si ritrovano a dover passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l’orario d’ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di Londra e le sue “frequentazioni” non passano mai inosservate: basta un’innocente serata trascorsa in un ristorante, per farli finire sulla pagina gossip di un noto quotidiano inglese. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con la collega hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca con il facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ben presto però, quello che per Jennifer sembrava uno scherzo, si rivela più complicato del previsto e un bacio, che dovrebbe far parte della messa in scena, scatena brividi e reazioni del tutto inattesi…
«Il primo vero caso italiano di self-publishing fortunato.»
Mario Baudino, La Stampa
«Un romanzo rosa pieno di ironia ambientato nella Londra degli affari.»
la Repubblica
«Un romanzo che è, a tutti gli effetti, un detentore di primati. (…) Primo esempio di chicklit ispirato a consolidati successi della tradizione rosa classica; primo a offrire anche suggestioni al mondo contemporaneo. Capace insomma di restituire e di donare ai lettori moderni le tensioni e i palpiti di un remoto odi et amo.»
Mia Peluso, Tuttolibri La Stampa
«Il romanzo si muove senza incertezze né sussulti lungo i binari prevedibili della favola.»
Severino Colombo, Corriere della Sera
«Il romanzo di Anna Premoli (best seller in ebook) conferma una certezza: mai sottovalutare l’odio professionale.»
Corriere della Sera
«Di certo è già un caso. Il genere è luxury romance, tra finanza e castelli di famiglia.»
Panorama
«La storia di repulsione e amore tra Jennifer e Ian (…) scatena buonumore, sentimento, ottimismo. Funziona insomma.»
Leonardo Jattarelli, Il Messaggero
«Primo caso di self-publishing digitale che elegge l'autrice a nuova voce della narrativa italiana.»
Panorama.it
«Un romanzo scanzonato su amori (im)possibili e sfide sul lavoro.»
Tu Style
Recensioni dei clienti
Molto bello
Sono davvero felice d'averlo letto..... Storia simpatica (ho riso in diversi momenti ) la protagonista ti conquista in pochi minuti... Storia ovviamente romantica ma originale, lettura scorrevole e mai noiosa .... Anzi coinvolgente.... Letto in un giorno ...... Consigliato assolutamente!!!!!!
Frizzante e romantico
Ho acquistato la versione a pagamento, il libro scorre velocissimo, io l'ho apprezzato moltissimo, è una bella storia d'amore ma con quel giusto tocco di brio! Lo consiglio!
Si può entrare in un libro?
Fin dall’inizio è chiaro quanto sia forte il feeling tra i due protagonisti, nonostante le litigate pesanti e le varie avversità, quando poi le cose sono diventate concrete ho letteralmente iniziato a fare il tifo per la coppia, come se fossi una sua coinquilina, urlando dalla felicità con il libro aperto in mano. Ho finito il libro con gli occhi lucidi dato che era proprio la fine che si meritavano.