La locandiera
-
-
3,6 • 17 valutazioni
-
-
- 0,49 €
Descrizione dell’editore
Mirandolina, la scaltra proprietaria di una locanda, è corteggiata da due clienti: il Marchese di Forlipopoli, un nobile spiantato, e il Conte di Albafiorita, un parvenu che ha comprato il suo titolo. Lei però è indipendente e autonoma, e non ha bisogno della tutela maschile. Giunge alla locanda il misogino e classista Cavaliere di Ripafratta, il quale, diversamente dagli altri, non cade infatuato ai suoi piedi e la tratta come una serva. In parte per spirito di genere e di classe, in parte per vanità e orgoglio, Mirandolina lo punisce, seducendolo e poi umiliandolo, impietosamente e grottescamente. Il finale non sarà trionfale per la locandiera, ma la condanna che Goldoni fa della sua condotta è di prammatica, formale, solo per proteggersi da accuse d’immoralità: assai più sincere sono l’irrisione della superbia maschile-aristocratica del Cavaliere e la simpatia per Mirandolina, donna borghese in mezzo a maschi nobili, che si fa gioco di tutti loro nonostante il doppio svantaggio sociale. Portata in scena per la prima volta nel 1752 al Teatro Sant’Angelo di Venezia, questa commedia è un lucido affresco di una società insidiosa, in cui non si può contare sulla buonafede di nessuno, in cui a dominare è alla fine la logica dell’interesse; ma La locandiera è anche una commedia di grande freschezza, scritta in un italiano vivace che attinge al parlato e al dialetto, scandita da un ritmo rapido con battute brevi che si susseguono strette e un’azione che procede svelta, animata da scene corali in cui le voci s’intrecciano a creare dei contrappunti e da personaggi caratterizzati a tocchi ma mirabilmente vivi.
Questa edizione contiene il testo integrale, corredato di note, dell’edizione curata da Giuseppe Ortolani per il Municipio di Venezia.
Recensioni dei clienti
Intricato.
Goldoni ha fatto davvero un buon lavoro. Voleva criticare la nuova borghesia che andava affermandosi all’epoca, all’utilitarismo e alla mancanza di valori: Mirandolina (donna imprenditrice) sposa Fabrizio perché sa che lui le starà a fianco, aiutandola nella sua locanda e facendo fiorire l’attività.
Ho inoltre adorato la punta di misandria di Mirandolina nei confronti dei personaggi.